• Giovanni

    Interessante, ma per diventare artisti non serve un app come scritto nel titolo. Serve esserlo… Non facciamo l’errore di lanciare un messaggio sbagliato a chi ci legge: gli artisti non sono, come spesso si vuole far credere, quelle persone che fanno cose belle, magari bellissime (che sia su una tela o su un iPad), perché quelle persone hanno già un nome, che è “artigiani”. Gli artisti sono quelli che spingono avanti il mondo perché trovano dei modi di comunicare cose che gli altri non hanno mai comunicato prima, ciascuno nel loro piccolo. Questa cosa si chiama estetica (ovvero “il modo in cui l’essenza, o il significato, si mostra”)  Ma opere che potrebbero essere fatte tranquillamente su una tela, che non creano una nuova estetica, per quanto belle, non diventano arte automaticamente solo perché sono fatte su un iPad e magari sono interattive (l’arte interattiva esisteva già negli anni ’70, anche se non su un iPad). Detto questo, è bello che sia stato aggiunta una nuova possibilità di poter “fare” arte, e speriamo che questo possa rappresentare una svolta anche da un punto di vista estetico, magari epocale. Ma questo dipende dagli artisti, non dal mezzo.

    • benjaminrabe

      I am not sure if I completely understood that, but for what i got, I think I can second everything you said. We are really early stage in discovering these devices as painters, and like photographers, film-makers or musicians with a synthesizer, we are trying to explore and find the boundaries, to start pushing them.

  • Ariela

    Ho letto due volte e sono molto interdetta. Interessantissimo, ho un’amica giornalista che fa ritratti notevoli, ma in bianco e nero, con iPad. Devo trovare il punto che mi lascia interdetta. Di solito quando mi trovo di fronte a novità di ogni tipo, mi chiedo che cosa perdiamo, non solo che cosa acquisiamo. Ci penserò.
    Ciao Marco, grazie degli spunti per riflessioni che ricevo ogni volta che ti leggo,
    Ariela 

  • http://www.ibridodigitale.com/ Matteo Piselli

    Mi piacerebbe tanto, ma temo che non si possa diventare artisti, si può solo nascere con l’arte dentro. Detto questo, è tutto vero, l’arte contemporanea si sta sviluppando in nuove forme, ci sono nuove forme di condivisione delle opere (premioceleste.it), che permettono a tutti di pubblicare ed avere un feedback istantaneo sul proprio lavoro. Uno strumento come l’ipad, con le sue applicazioni è andato oltre e può stimolare moltissimo la creatività e aiutarci a scoprire quanta ne abbiamo dentro

  • http://twitter.com/cutt_ cutt

    Seguo Benjamin e gli altri artisti citati da tempo e sono contento che oggi se ne parli su Che futuro! Un grazie a Marco Massarotto per aver scritto su un argomento spesso relegato sui siti specializzati, soprattutto stranieri. 
    Anche se il post si concentra giustamente su app “pittoriche”, che sono forse quelle che più esaltano il mezzo tablet applicato all’arte, non scordiamoci che si può fare arte, o comunque essere creativi, anche con app dedicate al fotoritocco, all’editing di musica, video e anche all’animazione. Penso ad app di generative art come WURM e pxl, a quelle che stanno rivoluzionando il mondo dei graphic novel, solo per fare due esempi. Cercando un po’ anche sul tanto chiacchierato e bistrattato Instagram si possono trovare tanti utenti che postano immagini che sono evidentemente frutto di una ricerca artistica.
    E pensare che iPad è così giovane… ;)

    • benjaminrabe

      I agree, painting is only one slice of the whole idea using these devices in a creative way. I also love those generative apps like pxl, field, artree or tres. cute, you’re doing a fantastic job in finding interesting stuff and promoting it, thx so much for that!

      • http://twitter.com/cutt_ cutt

        Thanks Benjamin! :)

  • benjaminrabe

    Thanks a lot for the post, it was a great conversation we had at mlove.  

  • http://www.facebook.com/simone.fogliata Simone Fogliata

    Non solo nella creazione, il web interviene e può rivoluzionare anche la vendita di un’opera d’arte. Vi segnalo questo caso, italiano e secondo me molto interessante: http://www.slicedart.org/
    Si tratta di una sorta di crowdfunding di un’opera d’arte, che viene venduta a pezzi, e diventa quindi accessibile a molti.

    For Benjamin: http://www.slicedart.org/ it’s an italian project about art and crowdfunding. You can find more infos here http://www.slicedart.org/crowd-funded-art

    Simone

    • benjaminrabe

      hey Simone, I like that idea. Do you think that would also work as a collaborative project with many artists slicing one piece together?

  • http://www.marcomassarotto.com/ Marco Massarotto

    Hai ragione Matteo, credo, come dice anche Giovanni, che il titolo (non è opera mia ma del titolista, mi spiace “scaricar barile” in pubblico, ma serve a far chiarezza ;-) ) sia un po’ fuorviante. Il post parla proprio di altro, non è una guida a diventare artisti e anzi, Beniamin ci pone proprio il tema dell’identità dell’artista, tema aperto, of course. E di sicuro non si diventa artisti con un iPad ;D

    Grazie del contributo Cutt.

    Yes Beniamin, great event and great meeting you. We’re looking together at the future of art through mobile technologies, that’s it.