• napolux

    Ragazzi, guardiamo in faccia la realtà. Voi volete un “social fuffa manager” in ogni ufficio pubblico proprio in questo periodo di tagli ai dipendenti pubblici?

    E se anche si riuscisse in quanto proponete, sapete chi si occuperebbe dei social media? I classici “figli di” o “cognati di” o “parenti di”. 

    Torniamo un po’ con i piedi per terra… Prima le cose serie, poi, eventualmente, i social media.

    • http://twitter.com/alefont Alessandro Fontana

      Napolux, non pensi che se gli uffici e le istituzioni fossero in grado di comunicare meglio e di essere adeguati tecnologicamente e culturalmente al secolo in cui viviamo probabilmente avremmo meno problemi, saremmo più veloci, efficaci e considerati un minimo di più in europa?

      Secondo me bisogna investire nell’innovazione delle aziende (pubbliche o meno), delle strutture e delle figure professionali per porre le basi di un futuro migliore :)

      I social media non sono forse cose serie ma se non comunichi correttamente, non puoi pretendere che la gente ti ascolti e tantomeno pensare di offrire un servizio efficace.

      Un budget di comunicazione allocato per l’assunzione di un social media manager o digital manager (anche meglio) o come lo vuoi chiamare, probabilmente verrebbe sottratto ad iniziative di comunicazione, non ad una delle funzioni “utili” di cui parli.
      Inoltre avere internamente la competenza interna per decifrare questo mondo implicherebbe essere in grado di agire in anticipo o quantomeno durante il cambiamento, evitando di buttare soldi nella rincorsa continua di qualcosa che non si ha la competenza di comprendere e nell’esternalizzazione di questi processi.
      Stessi soldi che potrebbero essere investiti in qualcosa di più utile dei social media…

      • napolux

        L’ho ripetuto anche sotto in risposta a svaroschi. Posso anche ritenere utile innovazione e maggiore comunicazione, ma purtroppo so come andrebbe a finire qui da noi. Salvo rarissime eccezioni, sarebbe solo una carica in più da assegnare ad amici e parenti. Cosa che non possiamo permetterci ad oggi.

  • http://twitter.com/martatraverso Marta Traverso

    Ho lavorato come social media manager presso un Informagiovani e noto come la dimensione “social” nella comunicazione con il cittadino sia imprescindibile per qualsiasi ente pubblico.

    Il solo limite a questa ottima proposta è di tipo burocratico: le riforme sulla spending review che il Governo si appresta a fare, associato ai tagli che gli enti pubblici hanno subito e alle limitazioni di spese per il personale imposte dal Patto di Stabilità, fanno sì che gli enti pubblici abbiano seri “paletti” nell’assumere, fare contratti a progetto o anche solo semplici tirocini. L’unica via praticabile, finché i finanziamenti lo consentiranno, è attivare progetti di comunicazione attraverso il servizio civile. Che è comunque un rimedio temporaneo, perché dopo 12 mesi l’attività dei volontari cessa.

    Nell’ufficio dove lavoravo oggi sono i dipendenti a svolgere le attività che mi competevano, persone di oltre 55 anni che si sforzano di essere digitali nonostante appartengano a una generazione (e a un modo di concepire il lavoro) decisamente “analogico”. Un cambiamento di impostazione mentale e professionale che non tutti sono in grado di gestire… di sicuro ci vorrebbe un aggiornamento professionale e una formazione adeguata per tutti loro, anche perché fino a 67 anni (esodi ed esuberi a parte) saranno “costretti” a rimanere al loro posto e ad adeguare per quanto possibile le loro attività quotidiane ai tempi che cambiano.

    La proposta è sacrosanta, bisogna solo trovare un modo per renderla effettivamente praticabile nonostante tutti i vincoli di cui sopra.

    • http://www.ibridodigitale.com/ Matteo Piselli

      “di sicuro ci vorrebbe un aggiornamento professionale…..” è correttissimo, ma non mi basta. Non mi basta che queste persone si rifugino dietro il loro retaggio analogico per costruire una barriera insuperabile, quando ci sono ragazze e ragazzi motivati e preparati che scalpitano per avere la possibilità di lavorare. A che serve una PA che non è in grado di comunicare con la popolazione giovane. Il cambiamento di impostazione mentale deve e ripeto deve essere portato avanti, a costo di allontanare chi non è disponibile a mettersi in gioco.

  • http://twitter.com/svaroschi svaroschi

    “Guardiamo in faccia la realtà”: Napolux, sei sicuro di sapere cosa fa un social media manager in una pubblica amministrazione? E cosa potrebbe fare?
    Se ti interessa capirlo, ti invito a guardare cosa fa la città di Bologna e a fare due chiacchiere con Michele D’Alena, che è un ottimo esempio di quello che si potrebbe fare con una figura del genere, che non vuol dire “giocare”.Poi, certo, bisognerebbe prevedere processi di reclutamento trasparenti. Esempio? Il ministero della Coesione Territoriale ha fatto un bando per reclutare queste figure. Il tutto è stato pubblicato sul sito del Ministero.

    Insomma, capisco che le attività delle aziende (e delle persone che ci lavorano) non abbiano contribuito a creare credibilità per queste figura, però forse si può fare una riflessione sulla possibile utilità di queste figure – magari poi ci lamentiamo di meno della Pubblica Amministrazione che non fa cose o che non le sa comunicare.

    • napolux

      Appunto. Non guardate in faccia alla realtà. Per pochi, pochissimi, casi di successo, là fuori è pieno di gente che non vede lora di beccarsi consulenze e/o farsi assumere in qualche ufficio pubblico per fare il nulla. Poniamo che il ministero della gestione frutta e verdura decida che è ora di assumere un social media manager.

      Indice un bando.

      Assume una risorsa, ma al 99.9% se la risorsa non ricade nell’insieme dei pochi professionisti che questo lavoro lo sanno fare, questa continuerà a vegetare, con il culo sulla poltrona, senza che nessuno sia in grado di controllare se il lavoro che sta facendo sia valido o meno.

      Parliamoci chiaro: potrei anche ritenere “utile” un canale in più di comunicazione tra cittadini e istituzioni, ma PURTROPPO si sa come funziona qui da noi. Il social media manager diventerebbe solo una carica in più da assegnare ad amici e parenti, magari laureati in 12 comodi anni in SdC con la media del 19.

      • Giuanin72

        Purtroppo sembra anche a me la solita ricerca di un bel posticino pubblico, caldo caldo, per non far nulla o quasi da mattina a sera alle spalle del contribuente.

  • http://twitter.com/ztomiolo Zeno Tomiolo

    Penso (e ho visto nei fatti con alcuni ex clienti) che spesso la comunicazione sui social media possa influenzare positivamente a monte la strategia. Tuttavia questa proposta per certi versi interessante mi sembra figlia di una visione fuori dalal realtà. Ci sono amministrazioni che non hanno soldi per fornire carta igienica agli asili o garantire servizi municipali e pensiamo a queste cose?
    Si torni su che futuro a parlare di come innovare o dare un indirizzo strategico a qeusto Paese. In questo momento storico, senza una generale  visione strategica degli enti interessati e senza una politica capace di ispirare, una tale proposta rischia di essere nella maggior parte dei casi un’arma a doppio taglio e nel peggiore quello che dice Napolux. 

    Basti vedere Trenitalia e #meetfs. La comunicazione con prodotti a monte scadenti – se volgiamo vedere le politiche comunali degli output come figlie di una politica incapace di generare benessere – risulta essere sterile se non dannosa. Ciao,Zeno

  • http://www.facebook.com/leandroagro Leandro Agro

    Un cambio di cultura non lo si ottiene de-responsabilizzando tutti tranne uno. Purtroppo, bisogna imparare TUTTI.

  • gattales

    i social media sono cose serie, serissime, se usate con critero dalla pubblica amministrazione. sono a volte lo strumento più efficace per comunicare servizi e opportunità ai giovani. senza nessun costo: pensate a quante locandine/manifesti/inserzioni/spot televisivi potrebbero essere messi da parte. certo, serve una persona o un team che se ne occupi a tempo pieno. ma siamo sicuri che non ci siano già all’interno della pa persone in grado di farlo?      @gattales

  • Fabrice L.

    In Italia le attività,  ovvie in altre parti del mondo dove la PA è considerata al servizio dei cittadini, sembrano un’idea geniale!  Ora il Social Manager è quasi una esagerazione, ma vista la velocità con la quale vanno fatte le riforme in Italy, ben venga anche il Social Manager  che, ci auguriamo , sia inserito in una ambiente tecnicamente e mentalmente pronto ad accoglierlo. Fabrice

  • elvira

    siamo scuri che è questione di norme? a che servono nuove figure di comunicatori nelle PA che non comunicano? perché non ci diciamo che la 150 ha fallito e
    sperimentiamo nuove forme di comunicazione diffusa?