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I 9 motivi per cui il vostro sito di e-commerce non funziona (e le mie soluzioni)

PhD in Economia. Sono docente di Marketing presso la SDA Bocconi di Milano e fondatrice di Reinventami. Ho lavorato come Professore e Consulente a Parigi, New York e Houston. Sono consulente strategico di marketing digitale, Omnicanalità, CRM, Pricing e Nuove Tecnologie nel Retail e collaboro con grandi realtà aziendali nei settori dell’automotive, del food, del fashion, del banking, del b2b, del settore farmaceutico. Conduco eventi Business e Digital in tutta Europa. Faccio parte del comitato direttivo dei Digital Champion. Partecipo come speaker e moderatrice ad eventi, convention, seminari e congressi incentrati sui temi digital, della green e sharing economy, del e-commerce, di startup e dell’ e-business strategy.

Avete investito un sacco di energie su un sito di e-commerce e non avete venduto niente? I motivi per cui il vostro sito non funziona possono essere tendenzialmente infiniti, che fare quindi? Vediamo alcuni dei motivi più comuni tracciando un parallelismo con l’ambiente offline per capire perché i vostri siti non vendono. Cerchiamo in altre parole di fargli una diagnosi e trovargli una cura prima che diventi un’autopsia.

Online

Parallelismo con offline

Siete invisibili online

Avete scelto di vendere beni di largo consumo in mezzo al deserto o in un nascosto sottoscala di uno stadio. In altre parole, nessuno sa che avete aperto un sito e-commerce e quindi anche se vendete i migliori prodotti del mondo nessuno li compra perché nessuno lo sa, e se lo sanno, come ci arrivano? Questo lo vediamo dopo.

Target sbagliato

Avete scelto di vendere a mezzogiorno ai beduini del deserto (quelli di prima) una buonissima cioccolata bollente. In altre parole vi state rivolgendo ad un’audience non consona con il tipo di prodotti o servizi che offrite. A chi volete rivolgervi davvero?

Processo d’acquisto

Una pagina del sito non si carica? Non si trova il bottone per andare allo step successivo? Perfetto è come dire: “sono dentro in negozio, ma non si trova dov’è la cassa”, oppure “ci sono migliaia di persone in fila e non si capisce da che parte andare”. Chi comprerebbe mai così?

Accessibilità

Il vostro sito non si vede su tablet e smartphone (tutti i modelli, non solo alcuni) perché non avete fatto dei test in precedenza. Ad esempio, è in flash? Perfetto. È come dire che avete creato un negozio sul cucuzzolo della montagna o al centesimo piano di un palazzo ma avete dimenticato di costruire una funivia o un ascensore. Solo pochissimi eletti con buone doti atletiche potranno beneficiarne. E gli altri?

Credibilità e sicurezza

Il vostro sito appare come un sito non professionale/inaffidabile. In pratica è come dire che avete organizzato il miglior party dell’anno e avete fornito una limousine per portare le persone alla festa. Ma quando arrivano, pretendete che il party avvenga lanciandoli con le limousine dentro un burrone. Non è pretendere un po’ troppo dagli utenti?

Conversion rate da utenti a clienti

Avete investito un sacco per portarli sul vostro sito ma una volta arrivati i clienti non comprano? Le agenzie vi rispondo che il loro lavoro l’hanno fatto, perché il loro compito è portare le persone al ristorante (in questo caso il vostro sito), ma poi sta a voi renderli soddisfatti con quello che gli offrite da mangiare. Così da farli diventare clienti abituali e farli ritornare. Un po’ come in negozio, qualcuno che aiuti a cercare la taglia giusta e ci indichi dove trovare il pezzo giusto per noi ci vuole, no? Se poi magari ci sorride è anche meglio, giusto?

Rilevanza

Avete investito sulle keywords con Google Adwords, ma quando il cliente arriva nel vostro sito non trova quello che cerca e torna indietro al risultato successivo del motore di ricerca? In pratica è come se mettete un’insegna che dice che siete un bar ed in realtà siete una gioielleria. Se sto cercando un bar magari ho sete e ho fame e voglio stare con gli amici, non compro gioielli (e mi arrabbio perché hai provato pure a vendermeli).

Sito vs app vs social network

Avete investito sul sito e-commerce e non avete un’app da cui si possa comprare e/o non vendete dove ci sono vaste audience tipo su Facebook? È come dire che vi ostinate a non vendere nei centri commerciali, ma solo nei centri storici. Bellissimo e virtuoso, ma il sabato pomeriggio le persone della vostra città magari opteranno per il centro commerciale e voi lì non ci siete. In altre parole, chiedetevi se forse vi state perdendo una buona fetta di utenti che adorerebbe comprare mentre sta andando al lavoro tramite smartphone o la sera con un tablet davanti alla TV.

Comprano ma non tornano

Sicuri che la consegna sia avvenuta con successo? Avete una DEM (Direct Email Marketing) che tramite newsletter ricordi loro che state ancora vendendo? In fin dei conti, anche i negozi di tanto in tanto ti fanno arrivare i volantini a casa con le offerte della settimana, hanno programmi di loyalty che ti fanno avere premi e sconti a fine anno e così via. Voi cosa aspettate a farli sentire speciali?

Andiamo ora a scoprire come trasformare questi problemi in opportunità e come scoprire se il vostro sito di e-commerce sia o meno affetto da tali patologie. Teniamo bene a mente una cosa però: se un prodotto online non si vende non è una buona motivazione per cambiare il suo prezzo. Piuttosto, è una buona occasione per cambiare il suo piano di marketing.

Problema

Soluzione

Il vostro sito di e-commerce è affetto da patologia?

Siete invisibili online

Attività di SEO (Search Engine Optimization, ottimizzazione organica nei motori di ricerca) e SEM (Search Engine Marketing)

Comunicazione sui social network

Valutate tramite i vari strumenti di Google analytics quanto traffico registra il vostro sito Web, quanti visitatori sono nuovi e quanti ritornano, quanti ne arrivano di nuovi dopo l’implementazione di varie azioni di marketing, quale porta maggiore traffico di qualità? Ovvero il maggior numero di prospect che poi effettivamente comprano?

Target sbagliato

Revisione del piano strategico con corretta identificazione di targeting e positioning

Di seguito, advertising e attività di comunicazione mirati

Andate a vedere ad esempio la percentuale di bounce rate nelle vostre analytics ed incrociate il dato con il tempo trascorso sulla pagina, ovvero quante persone arrivano al sito, vedono per pochi secondi la pagina ed immediatamente se ne vanno dal sito. Se avete un video di presentazione, le metriche giuste sono in grado di dirvi se viene visto oppure no, e quale parte è la più rivista.

Processo d’acquisto

Fate dei test con dei potenziali acquirenti prima di mettere online il sito. Potreste scoprire che non è cosi semplice comprare come sembra

Fate modifiche incrementali (una alla volta altrimenti non riuscite a capire quale ha portato i migliori risultati)

Una pagina del sito non si carica? Non si trova il bottone per andare allo step successivo? Le metriche vi possono aiutare. Fate delle modifiche migliorative incrementali. Ad esempio, se non si trova il bottone “Compra”, “Buy”, o come l’avete chiamato, provate ad ingrandirlo, poi a spostarlo in un’altra posizione, o a cambiargli colore. Vedete in quale modalità funziona meglio per un certo periodo di tempo osservando ad esempio il numero di transazioni medie del periodo e il numero di visite al sito necessarie all’utente prima di effettuare l’acquisto.

Accessibilità

Fate testare il sito tramite beta test e focus group da chi ve l’ha sviluppato e testatelo voi stessi su ogni tipologia di browser e device

Con i test riuscite a scoprirlo, ma anche le metriche vi vengono incontro perché potreste vedere che non vi arriva in alcun modo traffico da mobile, e la cosa è di certo sospetta visto l’ampio utilizzo che ne fanno gli utenti.

Credibilità e sicurezza

Certificate il sito per rassicurare gli utenti

Non fornite informazioni contraddittorie all’interno del sito

Non risparmiate troppo sul design/layout durante lo sviluppo

Provate a fare ad esempio una sentiment analysis per vedere cosa si dice del vostro sito e dei relativi prodotti e servizi che offrite. Se non volete investire su sofisticati software per il monitoraggio della vostra reputazione online ce ne sono di gratuiti: non ultimo Google Alert, che, se appropriatamente impostato, vi avvisa se qualcuno parla di voi (e come).

Conversion da utenti a clienti

Capire con le metriche perché visitano il sito, ma poi non comprano

A seconda della causa, migliorare: il design/layout del sito, la sicurezza nei pagamenti, i servizi offerti, e così via

Anche in questo caso le metriche ci aiutano a capire se abbiamo un problema nel convincere gli utenti una volta che visitano il sito a comprare online. Le metriche ci aiutano a trovare gli step nel processo che risultano essere colli di bottiglia da eliminare. Ad esempio, andiamo a scoprire qual è la percentuale di completamento rispetto alla percentuale di abbandono del processo d’acquisto, così come a che punto viene abbandonato. Valutiamo anche il costo per conversion.

Rilevanza

Creare un motore di ricerca interno al sito visibile e con algoritmi di ricerca sofisticati

Lavorare con precisione metodica su attività di SEO e SEM

Curare le keywords e l’oggetto delle DEM (Direct Email Marketing) con newsletter dedicate

Il sito ha un buon traffico, ma nessuno compra. Può essere un problema di rilevanza. Avete un motore di ricerca interno al sito? Andate a vedere ad esempio qual è la percentuale di ricerche senza risultato. Può capitare infatti che i prodotti non si trovino e quindi l’utente non arrivai al prodotto giusto. Di conseguenza, alla fine decide di abbandonare il sito. In questo caso, va analizzato il customer journey che l’utente compie all’interno del sito tramite corretta definizione del funnel nel package di analytics prescelto.

Sito vs app vs social network

Valutare modalità alternative di vendita online tramite ad esempio M-Commerce e F-Commerce

Confrontare le varie modalità a seconda del tipo di target che si vuole raggiungere

Non è detto che l’e-commerce sia la soluzione migliore per il vostro business. Potrebbe essere l’M-Commerce o l’F-Commerce, ad esempio.

In questo caso è necessario rivolgersi alle metriche per capire, dove e come navigano i vostri utenti target, dove sono i buyers, qual è il customer journey che compiono, cosa cercano, come lo cercano e dove.

Comprano, ma non tornano

Fate sentire speciali i vostri utenti. Ad esempio, prevedete un programma fedeltà, magari promuovete offerte dedicate a chi vi segue su Twitter, incentivate a comprare tramite coupon su Facebook, differenziate l’offerta rispetto a quello che vendete in negozio.

Provate ad utilizzare strategie di bundling, unbundling, trading up, cross-selling.

Metriche come la customer satisfaction, la customer loyalty, la brand reputation vi aiutano a capire se c’è un problema relazionale con i vostri clienti.

Valutate metriche anche come il numero di transazioni, il valore medio dell’ordine, il valore medio per visita, il numero di visite prima dell’acquisto. Assicuratevi però che il motivo per cui non comprano non sia dovuto a mancata consegna o altri motivi.

Fate survey per misurare la customer satisfaction ed eventuali problemi emersi.

Più in generale andrebbero testate diverse modalità su un campione ristretto di utenti, in modo tale da vedere quale di queste funziona meglio. Quella che funziona sarà poi l’offerta che diamo all’intero mercato. Ad esempio, se volete inviare una DEM, provate varie versioni. Ad un 5% mandate un’email con un oggetto ad un altro 5% con un altro oggetto a parità di condizioni. Quella che converte maggiormente sarà quella che mandate al restante 90% del database.

È importante capire cosa sta accadendo nel sito, perché si verificano tali situazioni e soprattutto cosa fare per correggere i problemi emersi. Vanno definiti i KPI (Key Performance Indicators) da misurare, la cadenza temporale con la quale si vogliono misurare questi indicatori, di come si vogliono misurare, ad esempio con quale statistical package tra i vari strumenti attualmente a disposizione online.

L’analisi e la comprensione dei dati di analytics aiutano nella definizione delle strategie di marketing online e nel miglioramento delle perfomance complessive, rivelando insights interessanti ed azioni correttive, che portino ai risultati attesi. Queste metriche sono in grado di fornire risposta a domande gestionali complesse, e di trovare le iniziative corrette per convertire efficacemente i visitatori del sito in clienti, fidelizzandoli tramite iniziative di CRM sviluppate in modo specifico per loro, grazie alla definizione del customer profiling reso possibile proprio grazie alle metriche stesse.

Internet ha le maggiori potenzialità di misurazione mai viste finora nella storia del marketing e ci fornisce l’opportunità di provare diverse soluzioni finché quella che realmente funziona si trova. È un processo unico nel suo genere per il marketing, è però necessario prendere consapevolezza di tutta una serie di passaggi chiave e di dinamiche per poterne beneficiare adeguatamente. Come dicevo all’inizio i motivi per cui un sito e-commerce non vende possono essere tendenzialmente infiniti, contattatemi via email per un test diagnostico sul vostro specifico caso.

Milano, 16 luglio 2012
SILVIA VIANELLO

49 risposte a “I 9 motivi per cui il vostro sito di e-commerce non funziona (e le mie soluzioni)”

  1. Matteo Piselli scrive:

    Quanta professionalità! Spiegare termini ostici con similitudini divertenti è stato davvero incisivo e originale. Se avessi un sito di e-commerce avresti già ricevuto la mail. L’articolo andrà in testa alla classifica dei più letti.

    • Vianello Silvia scrive:

      Grazie Matteo, credo che l’ironia sia un modo efficace per fare capire alle aziende dove a volte senza volerlo si rischia di sbagliare!

  2. giovannifracasso scrive:

    articolo molto bello e scritto molto bene. complimenti!

  3. Dario Pagnoni scrive:

    Quanto dici è cio che per lungo tempo ho detto anch’io e tendenzialmente ancora faccio. È l’approccio giusto, eppure… per poterlo seguire e intraprendere correttamente serve un certo budget, da non sottovalutare, che purtroppo molte aziende non hanno.

    O forse ancor più spesso potrebbero anche averlo ma non riescono a capire l’importanza di questi dati, della loro analisi e di una pianificazione strategica. Come dici tu un elemento indispensabile è lo sviluppo di una certa consapevolezza e articoli come questo aiutano a diffonderla!

    • Vianello Silvia scrive:

      Verissimo Dario, è importante capire che per arrivare al TOP online è “condicio sine qua non” allocare un appropriato budget. Chi innova allocando un budget con senso, metodo e strategia chiara ed efficace, alla fine vince. Concordo anche con la necessità di aumentare la consapevolezza su certe dinamiche!

  4. Nicola Salvi scrive:

    Con tutto il rispetto, un po’ antico come ragionamento, sembra preso da un libro sull’ecommerce di fine anni 90 (e lo dico perchè li ho letti, soprattutto americani).
    Brava comunque ad averci provato.

    • Vianello Silvia scrive:

      Grazie Nicola, con tutto il rispetto, leggere libri sull’e-commerce, e il marketing digitale più in generale, è rischioso. Sai, scrivo libri anche, e il time to market delle case editrici non è lo stesso della velocità con cui evolve il mondo dell’innovazione. Tant’è…. molti siti e-commerce commettono questi errori e se nessuno lo spiega (in Italiano) continueremo a rimanere indietro, come dimostrano i dati sull’e-commerce italiano rispetto agli altri Paesi. Bravo cmq ad avermi dedicato il tuo tempo. Se l’hai letto vuol dire che tutto sommato il tema interessa anche te.

      • Nicola Salvi scrive:

        Certo che il tema mi interessa… e sicuramente va approfondito… per es va bene cercare di rispettare certi fondamentali come li hai elencati tu, ma d’altra parte ci sono casi come Yoox che funzionano benissimo e non ne rispettano neanche la metà… Questo per dirti che nell’ecommerce come anche nel resto dell’economia, le dinamiche di consumo sono poco prevedibili se non hai strumenti di comunicazione di massa a disposizione. Quello che ti resta è il Challenge the best, cioè cercare di copiare e migliorare quello che fa il migliore del tuo settore… basterebbe investire 500 euro di acquisti su amazon per fare un ottimo corso di formazione su come si gestisce una piattaforma di ecommerce… 

  5. Domenico Lupo scrive:

    Complimenti per l’articolo sul perchè molte volte gli e-commerce non funzionano. Sto fornendo un servizio di gestione per un sito ecommerce, che comprende molte delle cose che hai citato; alcuni esempi che ho ritrovato sul tuo articolo sono proprio gli stessi che ho citato al mio cliente per svegliarlo! Qui a Ragusa, dove il web a molti non sembra un ottimo affare ( PAZZI ) servono persone preparate che sappiano spiegare per bene i vantaggi e le necessità che un sito di e-commerce ha bisogno. Il tuo articolo sicuramente ci aiuta ad essere più professionali, per questo ti dico Grazie!

    • Vianello Silvia scrive:

      Grazie Domenico,
      in effetti questo articolo deriva da diversi meeting che ho avuto recentemente con alcune aziende, durante i quali ho spiegato loro con gli esempi che ho utilizzato all’interno dell’articolo, cosa e perchè non funzionava nel loro sito e-commerce. Credo che spesso si leggano articoli molto tecnici, ed invece è fondamentale usare un linguaggio semplice per far comprendere opportunità ed eventuali rischi.
      Grazie a te e continua a seguirci!
      Silvia

  6. Simoneb83 scrive:

    il fatto è che in Italia siamo rimasti indietro rispetto gli U.S.A., per quanto riguarda il marketing

  7. Ne manca uno, che può essere la causa scatenante degli altri 9:

    Online:
    Non avete budget per le varie attività.
    Offline:
    E’ come se compraste una macchina nuova fiammante e poi… ci metteste dentro la miscela perché la benzina costa troppo

    • Silvia Vianello scrive:

      Caro Roberto, è vero, come dicevo nell’articolo, è importante non cercare di risparmiare troppo quando si sviluppa un sito e-commerce e per le relative attività di seeding. Quello che dico di solito ai clienti, è che sarebbe come comprare una Ferrari con il motore della 500, quindi ho sorriso quando ho letto il tuo post!! 🙂
      Anche se ad ogni modo non è sempre e solo un problema di budget perchè incontro aziende che hanno un bel pò di budget ma non conoscendo ancora bene le dinamiche web faticano a decollare come vendite online.
      Ciaoooo
      Sv

  8. William Sbarzaglia scrive:

    Bella panoramica sui classici problemi sull’e-commerce!
    Ti faccio una domanda: ho realizzato un nuovo e-commerce per un cliente e non è perfetto ma funziona bene, ha visite e un buon tasso di conversione, peró praticamente vende solo prodotti di una categoria specifica e non nelle altre 8. Perché?

  9. Alberto Tognacca scrive:

    Io sono un imprenditore di Bologna del settore sanitario. Ho avviato un sito e-commerce su register.it. Il link per inviarti una mail non funziona e mi piacerebbe presentarti il mio caso già che praticamente ho fatto tutto quello che tu proponi e ancora ho un bassissimo tasso di conversioni.

  10. Sara Mervi scrive:

    Interessanti, pratici e mai banali i tuoi consigli! Grandiosa, sempre un aiuto prezioso!

  11. Rosarioamato scrive:

    superlativa come sempre…….

  12. Francesco scrive:

    Ottimo articolo. A mio avviso però la cosa più importante è che tutto ciò che hai descritto sia una parte dell strategia di web marketing…
    Molto spesso si commette l’errore di cercare soluzioni solo quando si presenta un problema.
    L’approccio più corretto per un e-commerce invece, è quello della pianificazione strategica di medio e lungo periodo. 

  13. Giovanna Marena scrive:

    Grande Silvia, unisci due doti rare e fondamentali di questi tempi. sintesi ed efficacia.
    continua ad aiutarci così
    Giovanna, una Pink up girl

    • Ale scrive:

      Leggendo i commenti a quest’articolo sono venuta a conoscenza di Pinkup, per ora ho visitato solo la home page che è molto accattivante, molto bella! Il progetto sembra interessante lo visiterò sicuramente nei prossimi giorni!

  14. Stefano scrive:

    Secondo me hai dimenticato il motivo principale per cui la maggior parte degli e-commerce “non vende”. E il motivo è ovviamente che l’offerta di di gran lunga superiore alla domanda:-)

  15. Ercole Palmeri scrive:

    Consigli chiari e semplici. 
    Quando parli di certificazione per rassicurare gli utenti, a cosa ti riferisci ? Sistemi di pagamento ?, sicurezza informazioni ?, privacy ?, processo ?
    O di tutto un po ‘ ?

    Grazie

  16. Giofederle scrive:

    E dopo tutte queste belle regole scriviamo ancora il testo “giustificato” così che io leggo a saltoni e dopo un po’ mi stufo. Giofederle

  17. Enrico Fiore scrive:

    Buongiorno Silvia, ottimo articolo. 
    Va direttamente al punto del problema….
    Proprio ieri ho letto nel sito di un’agenzia che comunque è da tanto, tanto tempo nella prima pagina di google con la key-word “posizionamento siti web”, che lui non crede nell’e-commerce…..forse gli amici negli USA, un pò più avanti di noi come sviluppo lato web, non saranno molto contenti di scoprire ciò.
    E’ per questo che apprezzo molto quanto da te scritto e commentato con spunti operativi ed immediatamente attuabili.
    Ho scoperto da poco il tuo blog tramite un post su linkedin ma l’ho già caricato fra i preferiti.
    Continuo a seguirti e chissà se un giorno ci sarà l’opportunità di collaborare assieme su qualche progetto.A presto.
    Enrico

  18. Dario Tana scrive:

    Trovo i tuoi consigli adeguati. Quello che trovo assurdo e arrivare a tali situazioni. Io ho una buona esperienza in questo campo e il dramma è trovarsi a che fare con aziende che si sono affidate a Web Agency che le hanno ridotte in condizioni drammatica, spesso terminando quasi tutto il Budget che avevano a disposizione.

    Il problema è capire che la scelta dell’interlocutore a cui far svolgere il progetto non può essere l’azienda che ha curato il vostro sito aziendale ma occorre rivolgersi a chi ha esperienza in E-Commerce. Normalmente le web agency non hanno mai avuto un loro E-Commerce e non sanno nulla di come poi si dovrà gestire la situazione.

    Insomma la scelta di un cattivo partner porta a queste situazioni… quindi massima attenzione specie in fase iniziale.

    Brava Silvia!

  19. Silvia Vianello scrive:

    Grazie Dario, non sai quante aziende mi contattano dicendomi di aver finito il budget per l’e-commerce e di non essere riusciti a vendere niente. E’ importante quello che dici ed anche sottolineare che non può essere allocato tutto il budget per la creazione del sito. E’ necessario considerare quanto sia importante anche stanziare un cospicuo budget per le strategie di marketing del sito stesso, quando il sito è “pronto”, non si è infatti nemmeno a metà dell’opera. Come dici tu, massima attenzione dunque. A presto!

  20. Silvia Vianello scrive:

    Ciao Pierfrancesco, certo è importante considerare delle regole di base per mettere in guardia le aziende, startup e non, sul rapporto rischi/benefici tramite e-commerce. Sono d’accordo con te che non è semplice stilare una ricetta valida per tutti i siti. Per questo alla fine dell’articolo dicevo di scrivermi un’email per avere un parere sul proprio sito. Ho ricevuto davvero moltissime email a seguito dell’articolo e.. un pò alla volta.. promesso che rispondo a tutti.
    Buone vacanze!
    Silvia

  21. Silvia Vianello scrive:

     Volentieri Enrico, scrivimi pure via email raccontandomi di cosa ti occupi. Solo una precisazione, il blog è di Riccardo Luna (Direttore Responsabile) di questa iniziativa targata CheBanca! E siamo un meraviglioso gruppi di autori. Continua a seguirci 😉

  22. Silvia Vianello scrive:

    Vero Giofederle. Sorrido leggendoti.

  23. Silvia Vianello scrive:

     Ciao Ercole, si quando parlo di certificazioni intendo tutto ciò che può far stare tranquillo l’utente che il sito è sicuro, il prodotto arriva, è originale, non ci sono truffe, non vengono rubati i codici bancari e così via.
    A titolo di esempio qui trovi le aziende che aderiscono al sigillo Netcomm http://www.consorzionetcomm.it/Soci/Aziende_Associate.kl
    Qui la spiegazione di che cos’è il sigillo http://www.consorzionetcomm.it/Il_Sigillo_Netcomm/Il_Sigillo.kl
    Buone vacanze
    Silvia

  24. Silvia Vianello scrive:

     Ciao Stefano,
    come raccontavo in un commento sopra, è importante ricordare che non basta avere il sito, bisogna allocare un bel pò di budget per strategie ed operatività di marketing. In che modo? Dipende ovviamente da tanti fattori. Se nel tuo post ti riferivi alla domanda primaria relativa ad un intero settore, si dovrà agire ad esempio cercando di cambiare le abitudini di acquisto di un intero mercato. Mentre se ti riferisci alla domanda secondaria, in tal caso è necessario studiare bene quali sono le proprie quote di mercato rispetto ai competitor, capire qual è il mercato potenziale in cui stiamo lavorando, fare un’attenta analisi di punti di forza e debolezza della propria offerta commerciale, capire quali sono i prodotti/servizi in portafoglio sui quali conviene puntare come e-commerce e poi procedere facendo meglio della concorrenza 🙂

  25. Silvia Vianello scrive:

    Grazie Giovanna, non vedo l’ora di scoprire i dettagli del progetto Pink Up!

  26. Silvia Vianello scrive:

    Verissimo Francesco, imprescindibile la pianificazione strategica e trovare il giusto player per l’implementazione operativa.

  27. Toni scrive:

    Grazie Silvia,

    Decisamente illuminanti i tuoi consigli. Direi che gli strumenti messi a disposizione da internet sono effettivamente potenti e credo che la difficoltà maggiore sia appunto capire quali siano le loro potenzialità per poter decidere come procedere di conseguenza. L’esempio delle web agencies non preparate è tipico; sanno benissimo come gestire la parte di presentazione del sito ma peccano nelle conoscenze di marketing on line. O vice versa, ottime consocenze dei processi di marketing ma nessuna competenza per quello che riguarda la parte immagine di un’azienda. Sicuramente si è perso più di un treno in Italia. Le aziende cercano di salire su quelli che sembrano più gettonati per la loro comunicazione, senza capire nemmeno dove vogliono arrivare.

  28. Gregory scrive:

    Complimenti per l’analisi fatta, i motivi sono elencati tutti. 

  29. Ale scrive:

    Ho letto con interesse il tuo articolo Silvia, l’ho trovato cercando informazioni su come funziona o non funziona un e-commerce.

    Sto gestendo un e-commerce B2B nel settore pelletteria (rivolto al mercato mondiale che cerca prodotti esclusivamente made in Italy), ho messo on-line merce da due mesi e sto continuando.
    C’è uno show room visibile liberamente che introduce l’azienda e poi c’è l’e-commerce vero e proprio che per essere navigato interamente o acquistare ci si deve registrare.

    – Il target è già ben definito.
    – Il sito funziona bene, ha un buon motore di ricerca interno,funziona bene sui browser per internet (piccole falle ma trascurabili su Explorer 10…ma si sa!).
    – Arrivano ogni giorno richieste commerciali (mandate a più aziende) che cercando questo e quello e rispondo a tutte.

    Ma ad oggi nessun ordine. Il mio superiore tartassa per sapere se funziona o meno, io credo sia presto per dirlo. Ma a monte di questo, come capisco se questo e-commerce funziona, ci sono delle tempistiche cui fare riferimento?

  30. Societa Informatica Roma scrive:

    scriveteci per qualsiasi tipo di domande relativo al sito di e-commerce. http://www.societa-informatica-roma.it

  31. Alberto Polo scrive:

    Chiaro e illuminante!!!

  32. Fabrizioa scrive:

    Articolo davvero molto interessante!
    Compimenti davvero!
    Ho creato un sito e-commerce circa un mese fa, il mio sito è visitato ma purtroppo fino ad ora nessun ordine. Ho inserito anche la possibilità di fare dei commenti ma anche qui zero risposte. 🙁
    In ogni caso insisto e continuerò a fare pubblicità perché l’e-commerce è il futuro.

    Grazie ancora!

    Saluti,

    Fabrizio – bilioshop.com

  33. Anna Gagliano scrive:

    E Commerce a 88 euro ma ad elevata qualità su http://www.galateaweb.eu

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