Salve Ministro, mi perdoni se utilizzo dei toni abbastanza diretti, ma sono un tecnico, progettista elettronico per la precisione, anche se oggi va più di moda “maker”. La mia attività è trasformare le idee in cose, o meglio in schede elettroniche da inviare in produzione.
Lavoro in proprio e quindi faccio parte del cosiddetto “popolo delle partite IVA”. Vorrei usare appunto un linguaggio tecnico permettendomi, con le dovute proporzioni, di parlare da tecnico a tecnico.
Queste richieste dal basso sono frutto di esperienze personali, mie e di altri imprenditori e liberi professionisti con i quali condivido quotidianamente gioie e dolori di questo paese:
- Internet veloce ed affidabile;
- Non pagare l’IVA sulle fatture insolute;
- IMU agevolata se stiamo pagando il mutuo.
Alcune forse sembreranno risolte, altre potranno risultare incredibili, ma di fatto a molte piccole attività queste tre cose mancano o non sono sufficientemente semplificate. Entriamo nel dettaglio:
1) In Italia internet non funziona! Per funzionare intendo semplicemente una connessione affidabile ad almeno 50 Mbs reali, non quelli illusoriamente dichiarati negli spot. Sarà colpa degli operatori, delle centrali ormai vecchie di 50 anni, non lo so, ma purtroppo le cose stanno così. Evito di annoiare con la storia della mia Adsl e quelle di altri miei amici (quasi tutti di Roma) ma mi creda, se dobbiamo scaricare la posta oppure leggere le news allora le reti sono ok, ma per un uso professionale intensivo, come ad esempio: più persone che collaborano contemporaneamente su documenti o anche su CAD installati sul cloud, no, non ci siamo proprio. Lentezza e disconnessioni sono all’ordine del giorno. Potrà essere wired o wireless, potrete chiamarla Banda Larga, Fibra Ottica, WiMax, LTE, 4G, come volete, ma che sia veloce ad affidabile!
2) Le tasse vanno pagate certo e l’IVA è una tassa, ma nel momento stesso in cui viene emessa una fattura e si deve pagare l’IVA prima del pagamento della stessa, allora non è più solo una tassa, ma è anche un prestito. Perché dobbiamo anticipare noi i soldi di questa imposta se dal nostro cliente ancora non è stata pagata? Sorvolerei sulle fatture proforma o sul rimborso da presentare al Giudice di Pace… no, non è semplificazione. Non sarebbe tutto più semplice se la contabilità fiscale si basasse sulla data di pagamento e non di emissione delle fatture?
3) Questa richiesta parte da un ragionamento logico: non è possibile che due aziende, con capannoni propri debbano pagare la stessa IMU, se una è proprietaria dell’immobile e l’altra invece è proprietaria solo sulla carta in quanto sta pagando un muto alla banca? Sono sicuramente due cose differenti, IMU e mutuo, ma di fatto questo uguale trattamento grava pesantemente tutte quelle aziende che hanno in piedi un mutuo. Qualche punto percentuale di differenza sarebbe un segnale importante.
Di queste tre cose abbiamo bisogno, per crescere, per sviluppare le nostre piccole/grandi idee, per essere al passo con gli altri Paesi e quindi essere competitivi nei mercati esteri. Nella mia lettera sono stato decisamente sintetico, rimango a disposizione nei commenti per gli eventuali approfondimenti delle tre richieste.
Grazie in anticipo per la Sua attenzione!
Roma, 1 giugno 2012
EMANUELE BONANNI
Emanuele Bonanni è un progettista elettronico di Roma, lavora come Project Manager presso EMC elettronica Srl ed è il fondatore del blog ElettronicaOpenSource.
