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Le 15 app che potrebbero salvare la democrazia in Italia

Freelance e biotecnologo, ho studiato funghi e biomasse fino a qualche anno fa. Con la tesi all'estero ho scoperto che in Danimarca c'è di tutto tranne che del marcio, ma ho scelto di tornare in Italia. Soprattutto perché lassù non ci sono montagne. Oggi scrivo di scienza, internet e innovazione per Galileo, Wired.it e altre testate. Vivo a Roma, dove collaboro con la redazione di CheFuturo! e mi ostino a prendere la metro.

Il contest di Apps4Italy si è concluso a maggio con la premiazione dei migliori progetti finalisti che utilizzano gli open data per migliorare il nostro paese. Vi raccontiamo chi sono le persone dietro le 15 idee della sezione app e perché potrebbero migliorare la qualità della democrazia in Italia. 

Openparlamento – il primo premio è andato in palio alla piattaforma sviluppata dall’associazione senza fini di lucro Openpolis. Nello specifico, Openparlamento permette a tutti i cittadini italiani di monitorare l’operato di deputati e senatori. La piattaforma permette di avere accesso a informazioni dettagliate sulle scelte di voto, le presenze in aula e le dichiarazioni dei politici che ci rappresentano a Palazzo Montecitorio e Palazzo Madama. Inoltre, gli utenti possono selezionare uno o più parlamentari da monitorare e ricevere tutte le informazioni che li riguardano man mano che vengono rese. L’idea è quella di mettere nelle mani dei cittadini tutti gli strumenti per valutare la trasparenza dei rappresentanti politici. Il team di sviluppo di Openparlamento hanno utilizzato software libero e open source.

Lodlive – “Raw data now!” diceva Tim Berners Lee. Ma utilizzare gli enormi database diffusi online non è così facile. Ecco perché al secondo posto si è classificato un progetto che riguarda i linked open data (LOD): sempre di dati aperti si tratta, ma caratterizzati dal fatto di essere collegati tra loro attraverso corrispondenze di significato, contesto e identità. Lodlive è la piattaforma open source che permette di esplorare le informazioni contenute in decine di database LOD attraverso sfere concettuali connesse tra loro. Dietro all’architettura del grafo ci sono Diego Camarda (responsabile dello sviluppo software), Silvia Mazzini (l’archivista che ha definito le chiavi interpretative dei dati) e Alessandro Antonuccio (il grafico che ha lavorato allo sviluppo della user interface). Tutta la squadra ha tra i 30 e 40 anni e lavora tra Roma e Venezia.

BikeDistrict – Quando chiedete a GoogleMaps di mostrarvi il percorso migliore tra due località, di sicuro non vi suggerirà di inforcare la bicicletta e pedalare. Ecco perché al terzo posto del contest di A4I si è piazzato un progetto che renderà più facile la vita dei ciclisti. BikeDistrict è un’applicazione online che calcola i migliori itinerari di spostamento in bicicletta all’interno della città di Milano. È dotato di algoritmi che privilegiano le strade bike friendly e meno trafficate, in modo da rendere il viaggio più piacevole, soprattutto per i polmoni. Si tratta di un progetto basato su open data e mappe collaborative a cui chiunque può contribuire. La piattaforma è nata nel 2011 da un’idea di tre ragazzi di Milano: Marco Quaggiotto (information designer), Sebastiano Scacchetti (ingegnere ambientale) e Davide Bloise (legale in diritto societario).

Yourtopia Andare oltre il concetto ormai superato di PIL è un’impresa possibile, ma come si fa a trovare un indicatore più affidabile che possa sostituirlo? Basta connettersi a skype e partecipare al gruppo di lavoro di Open Knowledge Foundation. Yourtopia è nato dalle idee raccolte da persone provenienti da tutto il mondo che hanno studiato come cambia la percezione del progresso. Sul sito del progetto è possibile definire quali sono le nostre priorità tra salute, lavoro, ambiente, vita sociale e molti altri indicatori. Una volta raccolte, le preferenze degli utenti compongono una mappa che riflette le necessità della popolazione. L’idea è di confrontare le posizioni degli italiani con quelle dei politici in vista delle prossime elezioni. Per l’Italia la il contatto di riferimento è l’economista Rosamaria Bitetti.

Navigator MuseoTorino – La prossima volta che visitate Torino sappiate che l’intera città è un vero e proprio museo a cielo aperto. Tutte le informazioni che riguardano i beni culturali ed architettonici sono stati raccolti in un database a grafo. Il passo successivo consisteva nel rendere navigabili tutte le informazioni attraverso una piattaforma Web. Con il Navigator strutturato grazie all’API rilasciata dal Museo di Torino chiunque potrà usufruire in maniera open delle informazioni che riguardano la città, compreso l’archivio digitale di libri storici. L’applicazione è stata sviluppata da 21Style, una società di professionisti nata nel 2009 e guidata dal software architect Gian Luca Farina Perseu.

PA Risponde Il servizio Linea Amica ha digitalizzato molte informazioni utili della Pubblica Amministrazione. Bene, ora è il momento di renderle interrogabili attraverso un motore di ricerca vocale, proprio come accade per Siri di Apple. La versione alfa di PA Risponde permette di interrogare i database di Linea Amica e ricevere informazioni utili riguardo alle procedure amministrative più comuni. Dietro al progetto c’è il team di QuestionCube, l’azienda pugliese che si occupa di ricerca semantica e linguaggio naturale. Gli sviluppatori sono tutti informatici tra i 25 e i 30 anni che lavorano sodo per fare la differenza. Nonostante la concorrenza spietata di Google e Microsoft non si perdono d’animo: sono specializzati nei sistemi in lingua italiana e inglese e hanno in cantiere nuovi progetti per fare domande direttamente a Wikipedia e alle piattaforme di informazioni legali.

Voglio il ruolo – Il dilemma delle graduatorie per accedere all’insegnamento lo conosciamo un po’ tutti. Per i precari che attendono in lista è difficile orientarsi e fare le scelte giuste. Così nel 2009 un gruppo di trentenni dottorandi in ingegneria dell’informazione decide di cambiare il sistema avviando un iter legale per avere accesso ai dati raccolti nelle graduatorie ad esaurimento. Ilaria Dalmasso è la responsabile del progetto: ingegnere delle telecomunicazioni, ha deciso di mettersi al lavoro con i colleghi tra Roma e Frosinone per fare ordine nella jungla di dati. Si tratta di informazioni pubbliche ma che sono sparse in migliaia di file gestiti dai provveditorati agli studi: in pratica, nessuno conosce con precisione la situazione generale delle graduatorie. I ragazzi ottengono il via libera e iniziano a raccogliere tutte le informazioni in Voglio il ruolo, la piattaforma a cui si sono già iscritti 50mila docenti precari. Attraverso il sito è possibile consultare le graduatorie e valutare il proprio punteggio su base provinciale per ogni settore disciplinare. Insomma, la dimostrazione pratica di come gli open data diventino utili solo quando possono essere consultati facilmente.

Gov Projects – Si tratta di una tradizione tipicamente emiliana: ovunque ci sia un cantiere aperto troverete un anziano con le mani conserte dietro la schiena che osserva i lavori. Li chiamano Umarell, una sorta di testimoni sempre presenti di cosa accade in giro per l’Italia. A Federico Remiti, ingegnere aerospaziale di Biella, viene in mente di imitarli e mettere in piedi un servizio online sugli appalti pubblici. Per farlo servono due cose: open data e una piattaforma per visualizzarli. Tutto inizia nel 2011 con un blog, youaudit, che lancia il primo sasso nello stagno. Obiettivo: visualizzare su una mappa tutte le informazioni sui cantieri aperti con soldi pubblici e integrare le informazioni circa stato dell’opera e attività delle aziende incaricate di svolgere i lavori. Nasce così l’idea di coinvolgere una community in rete e avviare il progetto ETNA (European Transparencey Network for spending Accountability) e coinvolgere le istituzioni sul territorio per rilasciare le informazioni sugli appalti. E avere finalmente uno strumento di partecipazione utile a tutti: cittadini, giornalisti e amministrazioni.

TariffaTaxi – Lo scorso febbraio Roma è stata imbiancata da una nevicata che ha mandato in tilt la città. A piazza Bologna ad aspettare invano un taxi per l’aeroporto c’era anche Enrica Cavalli, sarda di 25 anni che frequenta la Digital Accademia di H-Farm. Aveva un dubbio: avrebbe dovuto pagare la tariffa extra delle Mura aureliane? Trovare le informazioni era impossibile in quel momento. La tipica situazione che può essere risolta grazie a una app. Nasce così TariffaTaxi: Enrica partecipa con la sua idea a Open, il concorso di Edizioni Zero e Vodafone, e vince. Le affiancano uno sviluppatore per elaborare tutte le tariffe taxi dei comuni d’Italia ed elaborare un servizio che permetta di sapere con precisione quanto costerà una corsa. Il servizio non è rivolto solo ai clienti, ma anche ai tassisti, che possono utilizzare la app in sostituzione al servizio di radiotaxi a pagamento. Presto il servizio – basato su account free e premium – verrà distribuito su AppStore. Insomma, è nata una nuova startup.

Jeco  Tutto ha inizio con una passeggiata in Val Canonica. Luca Francesco Garibaldo e Stefano Oliveri – due startupper di 31 e 38 anni – ammirano le montagne tutt’intorno e vorrebbero saperne un po’ di più. Purtroppo non hanno guide sottomano e di gente del posto non se ne vede. Tornano a casa, a Milano, e decidono di lanciare un nuovo progetto online che raccolga guide e materiale informativo. Ma di mettere in piedi una redazione non se ne parla. Meglio rivolgersi a una community online di appassionati e mettere a loro disposizione una piattaforma di sviluppo e pubblicazione che sia utilizzabile con un semplice click. Nasce così Jeco, una app che permette di esplorare luoghi naturalistici in realtà aumentata. Chiunque può produrre guide interattive che poi vengono ospitate sulla piattaforma e scaricate dai visitatori accedendo all’AppStore. In attesa della versione Android, il team di sviluppo sta lavorando a un modello di business scalabile e sostenibile.

Eureka Qual è la provincia italiana dove si vive meglio? E che dire della qualità dell’aria? E dell’inquinamento acustico? Per saperlo fino a poco tempo fa non c’era altro modo per saperlo che chiedere in giro. Oggi basta scaricare Eureka e chiedere ai dispositivi Arduino sparsi per l’Italia quali sono i livelli di smog registrati nelle ultime ore. Dietro a questo progetto ci sono Alfredo Morresi, sviluppatore mobile, e un team di trentenni divisi tra i ragazzi del Frankenstein Garage di Milano, l’art director romano Gianluca Divisi e il team di MakeMeApp sparso tra Emilia-Romagna e Sicilia. L’app integra i dati raccolti dalle stazioni per il rilevamento ambientale sparse per varie città con quelli raccolti in tempo reale da piccole centraline Arduino in grado di raccogliere dati su temperatura, umidità, e PM 10. Dall’intreccio con le informazioni di carattere economico e sociale è possibile visualizzare una mappa della qualità della vita partecipata e accessibile a tutti. L’idea è quella di garantire la sostenibilità del progetto anche attraverso la vendita delle centraline open source.

Labour market opendata platform – Rendere disponibili e accessibili tutte le informazioni che riguardano il mercato del lavoro sul territorio non è facile, ma il gioco vale la candela. A Roma e provincia ci sta provando il gruppo di Openhub, formato da infografici, sviluppatori e ricercatori impegnati nel lavorare i dati grezzi messi a disposizione dal portale open data della Provincia romana. Le informazioni ci sono, tutto sta nel renderle fruibili attraverso una piattaforma grafica semplice, intuitiva e versatile. Al progetto partecipa anche Osservatorio Lavoro srl, una società di ricerca che collabora a diversi progetti di assistenza tecnica con l’Osservatorio sul mercato del lavoro della Provincia di Roma, l’Università degli Studi di Roma Tre e l’Università di Pavia. L’obiettivo è quello di aggiornare la piattaforma a intervalli di 1-6 mesi, includere un numero sempre maggiore di province e integrare i dati tra loro i dati che riguardano domanda e offerta di lavoro.

Opencorporates Chi sono e cosa fanno le grandi aziende sparse per il mondo? Per rispondere a questa domanda, Chris Taggart ha deciso di mettere insieme tutti i dati che le riguardano. Lui, editore quarantenne di Londra, si è improvvisato angel investor di se stesso e ha fondato Opencorporates, il database globale che raccogli le informazioni di bilancio e spesa delle multinazionali. Nel 2011 avevano 3 milioni di nomi, oggi sono già più di 40. Al progetto contribuiscono persone provenienti dal tutto il mondo: i contributor lavorano per raccogliere le informazioni nel proprio paese, esplorare i dati, tradurli in inglese e riversarli nel grande database che Chris e il collega neozelandese Rob McKinnon hanno reso accessibile a tutti. La maggior parte del lavoro consiste proprio nel limare le imperfezioni e i refusi per permettere di incrociare agilmente i dati. Tutto in nome della trasparenza.

Dovesibutta Per tenere pulita la città bisogna conoscerne ogni angolo, soprattutto quando si tratta di gettare i rifiuti nei cassonetti giusti. È qui che Dovesibutta entra in gioco fornendo a tutti strumenti gratuiti per avere a portata di mano informazioni aggiornate sulla posizione dei punti per la raccolta differenziata dei rifiuti. Disponibile online e su AppStore e WindowsPhone Marketplace, la piattaforma permette alle persone di cercare il cassonetto più vicino al proprio indirizzo o segnalarne uno non ancora evidenziato sulla mappa. Il progetto è partito da Brescia per iniziativa di tre giovani developer: Giovanni Maggini, Daniele Montalbano e Flavio Regosa. Tra i prossimi obiettivi del gruppo c’è il potenziamento della piattaforma e l’estensione della copertura del servizio ad altri comuni italiani.

Referti Mobile – Trasformare la sanità pubblica in un servizio online smart e sostenibile: le promesse ci sono tutte ma per adesso a muovere il primo passo è solo la ULSS di Treviso. L’azienda sanitaria ha sviluppato Referti Mobile, una app per iPhone e Android che permette a tutti i pazienti del territorio di consultare e scaricare i referti medici su dispositivi smartphone e tablet. Dato il carattere riservato delle informazioni contenute nei documenti, la procedura di accesso al database sanitario è mediato da un QR code che viene consegnato direttamente al paziente stesso durante la fase di prenotazione delle analisi. La app è già stata scaricata da 400 utenti, ma il team di ideatori-sviluppatori conta di raggiungere almeno quota 5000 download entro il 2012.

Roma, 6 giugno 2012
LORENZO MANNELLA

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