Al mondo non esiste solo Instagram, c’è anche Corso12. Un mese fa scoprivamo perché Zuckerberg non l’ha ancora comprata. Oggi, iI team dietro la app di photosharing made in Italy ha lanciato una nuova versione che promette fuochi d’artificio. Per chi se la fosse persa, riproponiamo la storia di questa startup raccontata dal suo founder e CEO Massimo Scarpis.
Ce lo siamo detti più di una volta: questo è il timing giusto per il photosharing. Non ce lo siamo dovuti ripetere tante volte e, a metà dell’anno scorso, l’abbiamo fatto: abbiamo lanciato Corso12. È l’app tutta italiana per condividere foto da iPhone. So cosa state per dire: “ma esiste già Instagram”. Vero, ma i nostri utenti fanno network molto più velocemente.
Corso12 nasce per permettere a chiunque di scattare una foto e condividerle con il mondo. E moltissimi degli utenti che oggi usano Corso12 pubblicano foto di sé e della propria vita proprio per conoscere nuovi amici. C’è la bacheca con le foto dal mondo in tempo reale, è possibile cercare utenti intorno a sé e anche inviare messaggi privati. È un approccio completamente diverso. Postate un vostro scatto su Corso12 e state certi che non passerà inosservato.
Ecco perché in pochi mesi abbiamo superato i 200.000 download con utenti in 130 diversi paesi e migliaia di nuove foto postate al giorno. Bene, so che state per farmi la domanda da un milione di dollari: “ma se siete così bravi perché Facebook non vi ha ancora comprati?”. Provo a rispondervi.
Probabilmente non è ancora ora, o forse l’ora non sarà mai. In Italia è più complicato costruire realtà capaci di numeri folgoranti come è stato per Instagram se non altro perché gli investimenti in questo tipo di iniziative sono ancora limitati. Il bello in campo digitale è che è possibile fare nascere nuove idee anche a costo zero, ma poi comunque per farle crescere sono necessari investimenti importanti. Cassa significa accelerazione, e l’accelerazione è fondamentale in questo mondo.
Una chiamata da Mark, anche solo per sentirsi dire “Hey, what’s up?” è forse uno dei sogni di chiunque lavori in questo mondo.
Ma forse è difficile che accada per una startup italiana, perché il fare di necessità virtù ci impone di costruire aziende che siano quanto prima auto-sostenibili e a quel punto l’exit ha un significato diverso.
La sostenibilità è un traguardo molto complicato. Significa essere capaci di costruire qualcosa che abbia un valore che gli utenti siano in grado di percepire e per il quale siano disposti anche a spendere, in un mondo dove si è abituati ad avere ottimi prodotti assolutamente gratis.
A Corso12 ci stiamo provando e ci siamo inventati i SuperWow, la nostra moneta virtuale. I SuperWow sono preziosi e limitati: li regaliamo agli utenti più attivi e per tutti gli altri sono acquistabili a pacchetti. I SuperWow fanno crescere molto la popolarità delle foto, gli utenti se li scambiano per stupire e possono usarli anche per acquistare beni virtuali all’interno dell’applicazione, tra cui filtri fotografici con cui personalizzare le proprie foto.
In Italia, quindi, la strategia è diversa perché devi imparare a camminare quanto prima con le tue gambe, che non è poi così male: certo contare su investimenti milionari e meno pensieri sarebbe una bella prospettiva e forse renderebbe le cose più semplici, ma siamo combattenti e ci proviamo lo stesso.
Io sinceramente il fascino della Inc. non lo subisco per niente. Noi vogliamo provarci da qui, sperando che presto qualcuno riesca presto a creare un successo mondiale made in Italy che dia ai giovani italiani un role-model a cui ispirarsi e che porti definitivamente l’attenzione di investitori e media verso questo tipo di realtà.
Noi a fine aprile lanciamo una nuova versione che sarà una rivoluzione: abbiamo lavorato come matti e il risultato è un prodotto pazzesco. Non vediamo l’ora di vedere che succede. Ce la mettiamo veramente tutta per farcela da Ca’Tron che, come recita la firma delle nostre newsletter, è un posto meraviglioso da qualche parte in Italia.
Treviso, 16 aprile 2012
MASSIMO SCARPIS

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