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Io, Obama e il progetto per aprire 15 officine di innovazione: lo facciamo subito?

Sono un maker cresciuto giocando con i circuiti elettronici, tanto da maneggiare il mio primo saldatore all'età di 12 anni. Nel 2005 ho fondato il progetto Arduino, la scheda a microcontroller open source made in Italy che viene utilizzato dai creativi di tutto il mondo. Sono stato professore associato all’Interaction Design Institute di Ivrea, al CIID di Copenhagen. Ora insegno alla SUPSI di Lugano

Barack Obama ha annunciato un programma di 1 miliardo di dollari per l’innovazione nel manufacturing attraverso la creazione di 15 istituti nel corso del 2013. Nel frattempo, il Manufacturing Institute, che guida il FabLab di Manchester (il primo ad aprire in Gran Bretagna, nel 2010) ha annunciato l’apertura di 30 FabLab in Gran Bretagna nei prossimi 8 anni. Scherzando (ma neanche troppo) ho scritto su Facebook: “se mi danno 1 milione di euro apriamo 15 Officine Arduino nell’arco di un anno”.

Ora mi spiego. Partiamo dall’inizio. Cos’è un’Officina Arduino? Si tratta della combinazione di diversi elementi:

  • FabLab, cioè un laboratorio di fabbricazione in cui macchine a controllo numerico (stampante 3D, macchina taglio laser e fresa) permettono di realizzare le più disparate lavorazioni a partire da file digitali. Queste lavorazioni sono offerte a pagamento alle aziende e a prezzi moderati (o gratis) ai membri della comunità.
  • Makerspace, un luogo in cui i makers possono riunirsi e imparare cose nuove, aiutarsi a vicenda e sviluppare assieme dei progetti che spesso sfociano nella creazione di prodotti e piccole aziende (NYC Resistor, il Makerspace di NY, ha creato l’azienda Makerbot che ha ricevuto oltre 10 milioni di dollari di finanziamento per produrre stampati 3D a basso costo).
  • Centro di R&D nel campo dell’open source. Arduino finanzia lo sviluppo di nuovi prodotti che poi vengono resi disponibili liberamente su Internet.
  • Centro di formazione che diffonde le tecnologie hardware e software open source oltre a modelli di business non convenzionali.
  • Luogo dove è possibile farsi aiutare a sviluppare i propri progetti.

Abbiamo creato questa combinazione di Fablab, Makerspace e Hackerspace perché secondo noi ognuno risponde a bisogni simili ma offrendo spesso benefici solo a una fetta del sistema: chi è più interessato alla fabbricazione digitale, chi all’elettronica, chi al software, oppure chi adotta un posizione ideologica molto predominante.

Con Officine Arduino abbiamo cercato di convogliare elementi di queste realtà diffuse in tutto il mondo amplificandone la connotazione locale, il legame con le aziende del territorio e il focus sull’insegnamento non convenzionale. Lo spazio è creato e sviluppato quotidianamente da una comunità di persone interessate a capire come si possano inventare nuovi processi produttivi, nuovi modelli di business partendo dalla fabbricazione digitale, dall’hardware open source e dalla collaborazione tra le persone.

Officine Arduino offre a studenti, professionisti e aziende la possibilità di usare (e imparare a usare) diversi tipi di macchine a controllo numerico quali stampanti 3D, macchine per taglio laser, frese a controllo numerico e le tecnologie abilitanti il design digitale (come Processing, Arduino, SketchUp, Grasshopper, Rhino e altri). Tutto con diverse modalità come affitto temporaneo o ingegnerizzazione e consulenza.

Si tratta di attività che si snodano attraverso corsi, consulenze e interazioni con la comunità. Chi non ha la possibilità economica di usufruire di questi servizi guadagna crediti collaborando alla vita e alla gestione del lab. Dallo spazzare per terra al garantire l’apertura dello spazio, dall’offrire aiuti tecnici a chi ne ha bisogno al diffondere il verbo: sono tutti contribuiti preziosi per Officine Arduino. Con questa esperienza stiamo diffondendo il modello di business alternativo offerto da Arduino incentrato sul fare ricerca e sviluppo a livello locale in maniera “aperta”, così da dare voce alle realtà diffuse sul territorio. Questo è il modello che stiamo portando aventi nelle prossime aperture in Svezia, India, Stati Uniti, Brasile.

 Ritornando alla provocazione iniziale, creare una rete di luoghi simili in Italia costerebbe molto meno dei milioni che si spendono negli altri paesi e si può fare senza invocare l’aiuto economico dello stato.

Io ci metto il manifesto fondativo con i principi guida e l’esperienza, però devono essere le persone stesse a dar vita a questa rete virtuosa: apriamo una campagna su una piattaforma di crowdsourcing e troviamo 10mila persone disposte a metterci 100 euro. Credo che con un milione raccolto tra persone che ci credono e disposte veramente a darsi da fare possiamo costruire una rete di gruppi in tutta Italia per replicare l’esperienza di Torino e metterla a disposizione delle comunità, aziende e distretti locali.

Il milione non serve tutto subito, ne bastano 100mila per mettere in piedi l’entità che fa da incubatore. Successivamente saranno i gruppi locali a collaborare per portare a casa il resto dei finanziamenti. Quello che ho in mente è un programma ambizioso che necessita della collaborazione di più persone possibili. Concretamente i passi potrebbero essere questi:

Costituire un’entità no profit che promuova la creazione di 15 realtà locali modellate su Officine Arduino che portino avanti questi valori:

  • Open source software e hardware;
  • Documentazione e tutorial aperti in Creative Commons creati in maniera comunitaria;
  • Creazione di comunità online e fisiche per la collaborazione e la condivisione di conoscenze;
  • Accesso alle tecnologie di fabbricazione digitale;
  • Demistificazione delle tecnologie digitali e di fabbricazione trasformandole in strumenti per la creazione di nuove realtà industriali;
  • Promozione di modelli di business non convenzionali e innovativi;
  • Condivisione di esperienze con il territorio;
  • Aiutare chi vuole mettere in pratica le proprie idee;
  • Sostenere le scuole del territorio fornendo materiale educativo per introdurre dal basso la cultura dei makers.

Costruire una piattaforma Web per sostenere la creazione di gruppi locali che abbiano voglia di mettersi in gioco, accogliere e vagliare le proposte dei gruppi fondatori e relativi coordinatori (o coordinatrici!). Questo ci permetterà di vagliare il lavoro di diversi gruppi e di far partire quelli che sono pronti. La piattaforma permetterà poi ai singoli gruppi di avere un sito con social network degli iscritti e fornirà il supporto alle attività (gestione membri, gestione dei crediti, prenotazioni e strumenti per gestire i vari progetti portati avanti).

Chiedere alle aziende ed autorità locali di aiutarci a trovare 15 luoghi dove ospitare gratuitamente per 24-36 mesi le Officine. A Torino abbiamo trovato qualcuno lungimirante come Toolbox, per il resto d’Italia basta un luogo raggiungibile in maniera decente con i mezzi pubblici e la promessa di essere un po’ elastici con l’applicazione delle regole: non ci fate chiudere il primo giorno perché l’estintore è del colore sbagliato. Dateci tempo di crescere.

Arduino, da parte sua, è pronta a mettere a disposizione la propria conoscenza gratuitamente. Insieme ai propri prodotti a prezzi di favore e alla promessa di aiutare a raccogliere aziende sponsor e strappare prezzi vantaggiosi per le macchine. Se vi piace il modello chiamiamole Officina Italia – o come preferite – e facciamole.

San Francisco, 15 maggio 2012
MASSIMO BANZI

71 risposte a “Io, Obama e il progetto per aprire 15 officine di innovazione: lo facciamo subito?”

  1. Matteo Piselli scrive:

    Tu lanci una provocazione ed io rispondo con un’idea, io mi occupo di formazione, in particolare, faccio formazione a cassintegrati, che provengono dalle più disparate realtà lavorative, ma nella maggior parte dei caso sono persone dalle mani d’oro, alle quali si pensa che insegnare ad utilizzare Word possa portare lavoro. Da parte mia, cerco invece di spiegare loro che l’accesso alla rete porta ben altri benefici, parlo loro dei Makers, dell’opensource, del crowdfunding…. E ne ricevo una grande risposta, in termini di interesse.
    Ma io mi chiedo: dal momento che questi tipi di corsi sono obbligatori per i cassintegrati, non si potrebbero contattare le aziende che li organizzano, per inserirli nel contesto di cui parli? Questo tipo di aziende possiedono già i luoghi, i contatti e i finanziamenti adeguati, basterebbe solo illuminarli, quindi anche se convincerli risulterà l’ostacolo più alto da superare, perché no?

    • Massimo Banzi Massimo Banzi scrive:

      E’ un buon suggerimento. Credo che richieda un sacco di lavoro convincere della gente a pensarla come noi. Poi li ci sono di mezzo un sacco di soldi ed a molti non interessa cosa si insegna.. basta incassare 🙂

  2. anch’io mi trovo nella stessa situazione di matteo e ne condivido in toto il commento, ma mi scontro sempre con i limiti della struttura formativa e/o dell’ente finanziatore (FSE) che non capisce che il mondo si evolve.

    • Massimo Banzi Massimo Banzi scrive:

      Anche questa è una delle ragioni per cui propongo un sistema “crowd funded” per uscire dai meccanismi del bando etc etc. Chi ha voglia di fare si mette in moto e cambia le cose 🙂

  3. Ciao Massimo, noi stavamo già organizzandoci autonomamente, ma la tua idea di un progetto più ampio con ‘Officine’ collegate in un network ci piace moltissimo. Facci sapere come partecipare. Per maggiori informazioni visita il nostro gruppo su Facebook Fablab Firenze.

    • Massimo Banzi Massimo Banzi scrive:

      Ciao Riccardo, ero a conoscenza. Appena ho maggiori news lo comunicherò qui e su Fabbers in Italia

    • Andrea scrive:

      Ciao Riccardo (visto il mio contatto si FB?), ciao Massimo, conto di poter chiedere direttamente al Sindaco di Firenze, questo tipo di iniziative gli piacciono, basta che gli lasciamo un po’ di merito (non sono un politico, solo un ingegnere)

  4. Davide scrive:

    Apriamo un Officine Arduino all’interno di Talent Garden? Noi abbiamo aperto la prima sede a Brescia, durante il 2012 ne apriremo altre 4 in diverse città d’Italia. Già a Brescia la sede sono più di 750mq e potremmo averne più di 200 da dedicare a un officina!

    Davide

    • Alessandro scrive:

      Davide – complimenti per TAG – seguo le visioni di Massimo come link di due amici – Michele (www.micheledalena.it) ed Alessandro (www.dotdotdot.it). Sto seguendo una piccola startup web su Berlino (www.italiagermania.org) in buona compagnia – ma la mia occupazione principale mi impegna sulle macchine a controllo numerico – distretto della gomma tra Bs e Bg – se ti va vediamoci e parliamo di Officine Ardunino a Bs. Soprattutto grazie a Massimo per la visione –

  5. Dgiluz scrive:

    Massimo questa sì che è un’idea di rilancio, io ci sto!

  6. Jacopo Amistani scrive:

    Sfondi porte aperte Massimo! Qui a Padova siamo pronti, quando vuoi.
    Sono ormai un paio di mesi che stiamo rincorrendo la fine del nostro business plan e business model per Bottega21 (ma se poi è Offinine Italia che importa) non vediamo l’ora di cominciare!

  7. Ciao! Hai intenzione di metterle su per forza in Italia? O la sorella Spagna va anche bene? 🙂

    • Massimo Banzi Massimo Banzi scrive:

      Come Arduino stiamo lavorando alle gemelle delle officine in giro x il mondo. Zaragoza è in lista. Però le officine sono un po’ uno spinoff di Arduino mentre la proposta di questo articolo è calata sull’Italia.

  8. Come Riccardo Marchesi, anche noi stiamo cercando di organizzare un Fablab, questa volta a Roma. Se ti va, contattami e ti spiego a che punto siamo (abbiamo alcune aziende interessate a sponsorship, abbiamo fatto una prima analisi dei costi ecc.). Io sarei molto interessato a far evolvere il nostro progetto in un progetto di più ampio respiro come quello che proponi tu.

  9. Ciao Massimo! Al Codemotion 2012, parlandone anche con Cristian Maglie, era già venuto fuori un argomento simile.
    I vari makers d’Italia necessitano di un “supporto” più ampio e l’idea proposta va senz’altro in questa direzione.
    Mi offro per la parte di programmazione nel caso servisse! 🙂

  10. Alberto Cottica scrive:

    Massimo, come ti dicevo stracondivido, e forse posso anche aiutare a connettere l’iniziativa con qualche autorità locale. Penso che a parole ci sarà la fila per dare spazi, ma la fila sarà molto più corta quando si parla dell’elasticità che (giustamente) chiedi.
    Ti dico già che io 100 euro ce li metto, ma proprio volentieri. Anzi, guarda, raddoppio e devolvo il mio compenso di CheFuturo per il mese in cui lanci l’iniziativa. Se facciamo tutti così a CheFuturo hai già raccolto i primi 6mila euro, e te ne mancano solo 994mila. 🙂

    • Massimo Banzi Massimo Banzi scrive:

      Alberto, grazie per l’incoraggiamento ed i commenti molto utili che mi ha scritto quando ti ho dato l'”anteprima” dell’articolo.
      Quello che voglio creare è un’entità che fa da incubatore per questi spazi.. poi vedremo se si riuscirà a realizzarli tutti e 15 (oppure anche 20, uno per regione!)

  11. Progetto notevole 😉

    Buona fortuna eheh

  12. Giovanni Re scrive:

    Man mano che leggevo i valori che hai elencato il mio sorriso si espandeva sempre di più. Come ben sai, siamo perfettamente allineati. In quest’ultimo periodo stiamo lavorando tantissimo per aiutare studenti, artigiani e makers nel realizzare questo tuo/nostro sogno comune. Noi di Roland, come voi di Arduino, siamo pronti a dare non solo formazione e fornire modelli di business ma ci impegniamo a dare i propri prodotti con condizioni uniche pur di far nascere questo volano in cui crediamo fermamente anche noi.

  13. Antonio Manno scrive:

    Ciao Massimo, il “pubblico” é oramai morto, la crisi economica attuale insieme a categorie come il debito sovrano e il sistema monetario del denaro fiduciario ne sono la palese dimostrazione. Seguo da tempo Arduno come esempio reale e concreto del nuovo modo di fare educazione ed impresa con il mercato . Per questo motivo mi sono traferito in Cile dove ho contribuito a lanciare Exosphere un progetto pilota molto vicino ad Arduino. Massimo, puoi trovare le informazioni generali sul sito http://exosphe.re (inglese) oppure it.exosphe.re (italiano).
    Vorrei contattarti per parlartene di persona per verificare se ci sono possibilita´di cointeressenze, la mia email: [email protected]

  14. Denis scrive:

    Ricordo l’articolo di Wired in cui Massimo Banzi si chiedeva se avesse senso questo “hardware opensource” o se si stesse fregando con le sue mani. Beh devo dire che alla faccia della fregatura si è preso, un complimenti a lui e al team!

    • Massimo Banzi Massimo Banzi scrive:

      Caro Denis questa è una fregatura ancor più grande perché è volontariato puro 🙂
      Nulla avrà successo se non si forma una community, io da solo posso solo sparare cavolate poi è la gente che fa succedere le cose.

  15. Per diana! Bravo Massimo e bravi tutti.
    Suvvia che ho proprio voglia tornare in italia ed aprire in toscana.
    Coincidenza avevo iniziato Officina Creativa anni fa ( http://www.officina-creativa.net ).

    Questo nuovo approccio potrebbe dare una forte identita’ all’italia che in questo momento ha bisogno di sbocchi creativi per i propri talenti. Bravi!
    I soldi ce li metto volentieri. Mi fate venire i brividi a pensare che non solo lì con voi in questo momento. Siete l’italia che mi piace.

  16. Enzo Fierro scrive:

    Potenza presente! Il sud d’Italia è ben accetto?

  17. Luca Pattaro scrive:

    Io ci stò eccome! Comunicaci come fornirti il supporto per i € 100,00 !!! 🙂

  18. ..e a Milano ci siamo noi di Kaloob, ci stiamo già provando,
    proviamoci tutti assieme!

    • Massimo Banzi Massimo Banzi scrive:

      Ciao simone, quello che vorremmo fare è un po’ diverso credo. ma quando siamo pronti più gente c’è meglio è.

      • Hai ragione, il format è un po’ diverso ma gli obiettivi, i modelli di business, gli “strumenti” necessari (modalità organizzative e gestionali, IT tools, web etc etc) e tanta altra roba sono comuni, porteremo volentieri il nostro contributo non appena l’iniziativa partirà..a proposito, quando si parte? 🙂

  19. Rocco Ramos scrive:

    Ciao Prof,
    Considera due cose:
    1. Dimmi quando sara’ pronta la piattaforma di crowdsourcing che almeno due quote saranno le mie
    2. Mi piace molto l’idea di avere almeno un’officina per regione e mi prenoto per quella molisana.

  20. paolo scrive:

    Ciao Massimo, mi pare che il “sentiment” in merito alla tematica che esponi sia crescente. Ho sollevato qui la questione con un approccio meno strutturato, ma altrettanto entusiastico: https://www.facebook.com/groups/italianstartups/410548752289512/
    Poi sono arrivati post di altri che partecipano al gruppo ed ora vedo il tuo. segnali incoraggianti. Nel frattempo ho continuato con la strutturazione dell’idea. Possiamo sentirci direttamente, avere maggiori info sull’iter?

  21. Stefano Bertolo scrive:

    ottima idea. usa pure l’email che ti ho lasciato per farmi sapere dove/come mandare i 100 Euro.

  22. Marco Fioretti scrive:

    Dovreste provare a contattare http://www.openmediahub.com , che è la fase iniziale di http://www.openmediacluster.com , per oprire un’officina all’interno delle loro sedi e programmi, alle porte di Roma

  23. Gabriele Copelli scrive:

    Massimo,
    sarebbe veramente bellissimo potere contribuire ad un’idea come questa.
    Contami.
    Gabriele

  24. Pietro Zanarini scrive:

    Anche in Sardegna, dal CRS4 e da alcuni imprenditori illuminati, stanno per partire alcune iniziative di “officine dell’innovazione” nello stile descritto in questo bel post… Essere in rete con altre analoghe sarà quindi un vero piacere: restiamo in contatto e stay tuned 🙂

  25. Zac scrive:

    Puglia presente!

  26. nicola magaletti scrive:

    seguiamo da Bari con estrema attenzione

  27. Mauro Fumagalli scrive:

    Penso che li conosciate già… io li ho scoperti sabato scorso alla conferenza IED for Future e sono fortissimi! Ci tengo a dirvelo!

    http://www.frankensteingarage.it/blog/garage/team/

    PS:
    …ovviamente felice di contribuire all’iniziativa!

  28. Massimo, con piacere contribuisco l’obolo, e passo parola. Sarei felice di contribuire anche come posso nel processo di sviluppo del progetto, se può aiutare. Totalmente d’accordo che il crowsourcing sia proprio la via migliore, e più veloce. Detto questo, mi va di provocare un pò a livello locale, e vedere che succede. Mi vengono in mente l’Università di Bolzano, e la Provincia di Bolzano, che investono parecchio su Innovazione, Design ecc. Ci vado il mese prossimo. Provoco e ti dico. 🙂

  29. Alessandro Paganelli scrive:

    Io ci sto! Sono sicuro che anche qui, a Modena, in molti sarebbero felici di partecipare all’apertura di un’Officina Arduino 🙂 Rappresenterebbe un’opportunità immancabile per tantissimi giovani creativi!

  30. Gimmi Pisano scrive:

    Vallo di Diano ( a sud di salerno, ai confini con la basilicata) Presente !!!

    Io sono un ingegnere informatico e seguo giornaliermente il mondo dei makers, arduino et similia.

    Nella mia zona, una delle piaghe più sentite è la continua fuga di giovani. Giovani che abbandonano il territorio perchè non offre (almeno credono) opportunità lavorative,sociali e civili.

    Vorrei soltanto avere gli strumenti per poter far capire che attività come quella del DIY & Makers, possono essere l’alternativa al grigiore delle città metropolitane (con mutuo trentennale e smog annessi).

  31. Tiz Leopizzi scrive:

    buongiorno Massimo.
    sono convinta che la creatività sia un bene preziosissimo. e qui ne ‘vedo’ in abbondanza. mi occupo di contrabbandare arte e cultura all’interno delle aziende perché penso che siano prima di un ottimo volano di crescita prima di tutto economica, ma non solo. se tu vedi la cosa con chiarezza sei già a metà dell’opera ma ‘ i dettagli’ richiedono un impegno globale. Tienimi informata su come procedere. buona giornata

  32. Simone Cortesi scrive:

    Massimo, Pavia è presente!
    Siamo un gruppo eterogeneo di persone attive con il retrocomputing http://compvter.it/ (700 hardware storici preservati per i posteri), siamo pesantemente attivi su OpenStreetMap, OpenData, Arduino, Lego, OpenSource, e da qualche mese stiamo anche stampando 3D e valutando una macchina taglio laser. Abbiamo anche lo spazio per farlo.

    Come procediamo? Ci si vede?

    -S

  33. Enrico Fiore scrive:

    Il modello proposto mi piace perchè “ci si sporca le mani facendo….” e anche se all’inizio ci potranno essere aggiustamenti il grande entusiasmo e competenza degli attori sarà un ottimo cuscinetto, anzi trampolino elastico per balzi ancora più alti. Molti anni fa mi sono occupato di prototipazione rapida (1996), poi di vari aspetti nel campo ICT e così via…purtroppo è passato tanto tempo e quindi sono aumentati i capelli grigi…. Se posso aiutare anche solo con la quota simbolica eccomi qui, se invece serve qualcosa di più senza alcun problema do la mia adesione. Il profilo è su Linkedin. Come trovo il gruppo su FB? non sono stato in grado di trovare la pagina corrispondente ma solo la tua personale Massimo. A presto.

  34. Da Modena siamo molto interessati. Stimo per aprire un incubatore con alcuni laboratori che intendiamo mettere in rete con i laboratori delle scuole superiori del territorio e il progetto ci interessa moltissimo. Ho parlato proprio ora con un Sindaco che ha letto il Tuo post e che mi ha scritto:”questo è il progetto ideale per lo sviluppo del Nostro territorio”. La location la troviamo. I 100 Euro ce li metto anche io: troppo bello il progetto.

  35. gianluca scrive:

    Ciao,
    l’idea mi appassiona e sono convinto che i tempi siano maturi: vorrei mettere il mio impegno a sostegno di questa idea ma ho l’impressione (magari errata) che manchi corrdinamento; per fare un esempio, se volessi collaborare alla stesura di uno statuto per un comitato (forma associativa a mio parere migliore per ora) per creare queste 15 realtà, a chi mi dovrei rivolgere?
    ciao e grazie,
    gianluca

  36. Pietro Bonanno scrive:

    Io abito a Palermo, non conoscevo la realtà dei fab lab ma sono molto attratto da questa filosofia che mi sembra facilmente portabile in un ambiente, come la Sicilia, che ha poche opportunità di “sporcarsi le mani”.
    Chi può darmi una mano a capire la fattibilità di un laboratorio? Penso di essere in grado di fornire locali e investimento economico, però, aldilà delle competenze tecniche, ho bisogno di qualcuno che mi dia un’idea delle problematiche di tutti i giorni (gli spazi, i costi di gestione, ecc). Massimo, è un tuffo nell’ignoto, ma ritienimi disponibile 🙂

  37. osimod scrive:

    si puo’ avere il link all’iniziativa di Obama?

  38. Chiappinik scrive:

     Ottima idea! A che punto siete?

  39. Paolo Voip scrive:

    A Cosenza c’è molta voglia di fare…
    e noi di Graphid3a abbiamo già iniziato…

  40. Antonio Pasquale scrive:

    Idea molto intrigante. Mi piacerebbe molto approfondire l’argomento. Pensare di poter lavorare a pieno regime nel mondo Arduino e potersi confrontare costantemente con altri appassionati è un’occasione irrinunciabile.

  41. Salve ottima idea come facciamo per creare rete e metterci insieme e partire contribuendo, insomma io avevo l’idea di creare qualcosa in provincia di Salerno da che punto inizio, da premettere che avevo un laboratorio dove facevo apparecchi illuminanti a led e sono in collaborazione con una nota azienda che li fà ancora e abbastanza affermata oltre a tante altre persone esperte che voglio fare rete, iniziamo?

  42. antonio grillo scrive:

    Obiettivo: FabLab Napoli – “ne abbiamo veramente bisogno”
    sto cercando da tempo di aprire a Napoli un Laboratorio Permanente di Progettazione, che coinvolga Persone, Artigiani, Industria, Università e che abbia come collante l’idea di social design. Progettare CON le persone e non più solo PER le persone. è in quest’ottica, che in fase di ricerca di strumenti, fondi, cofounder, mi sono imbattuto nelle FabLab e in questo Post, e a dirvela tutta sostengo appieno questa filosofia.L’intenzione era di trovare il finanziamento di FabLab Napoli attraverso il microcredito, nel mio caso Sviluppo Italia presta 25.000€ senza reali garanzie da restituire in 5 anni, ma rendere cantierabile l’idea FabLab non è facile come aprire una salumeria, anche perchè il business può nascere sicuramente dal FabLab, ma non è il FabLab stesso.Chi può aiutarci nell’impresa si faccia avanti!

  43. WASP scrive:

    Perchè non organizzare una gigantesca tavola rotonda con chi si sente maker e open source o semplicemente con chi ha voglia di cambiare le cose … noi siamo quelli di wasproject (www.wasproject.it) open e siamo pronti a metterci la faccia e le braccia perchè di voglia di fare ne abbiamo parecchia!Anzi se potete darci qualche dritta su come procedere per aprire un FabLab dalle nostre parti ve ne saremmo grati

  44. giovanni scrive:

    Bene, come procedere? Restiamo in attesa di notizie riguardo la costituzione della organizzazione no-profit? Iniziamo a muovere dal basso gente localmente? A chi li do i 100 euro? Io sono a nord di Roma, Bracciano-Anguillara Sabazia. Chi c’è batta un colpo.

  45. MaurizioGrifon1 scrive:

    Molto interessante!
    Ne possiamo parlare?
    Maurizio Grifoni
    Fondazione Novara Sviluppo.

  46. MICHELE POTENZA scrive:

    Ciao ho riletto oggi questo articolo, dove si possono reperire notizie sull’andamento del progetto? Cosa è stato fatto e si può ancora fare? Grazie

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