• http://www.marketingpmi.it Alessandro Marocchini

    Alberto sono d’accordo con te tanto che sono anni che di questi argomenti ne parlo sul mio umile e piccolo blog (marketingpmi.it).
    E credo cosi tanto nel binomio PMI e web che sto portando avanti da solo, con molta fatica e sacrifici e in modo “artigiano” un progetto, cypan.it, che credo possa aiutare le pmi a farsi conoscere, costruire un legame con i propri mercati (anche internazionali) e a crescere, anche in periodi di crisi come questa. Anzi, proprio in questi periodi incerti credo che si debba essere più coraggiosi e investire.
    Il nostro problema qui in Italia è che crediamo poco in due cose: nelle piccole imprese e nel web.
    Tempo fa un mio professore, a cui avevo proposto proprio una tesi sul webmarketing delle PMI mi rise letteralmente in faccia dicendomi testualmente “Ma a nessuno gliene frega niente delle piccole imprese. Fai la tesi su una grande azienda, un grande brand”.
    E’ passato qualche tempo ma piano piano mi sto prendendo una piccola soddisfazione visto che il tema delle PMI sta pian piano prendendo piede. E come non può farlo visto che sono il 92% delle aziende in Italia?
    Se trasliamo il concetto di long tail dal web alle aziende non si può far finta di niente e penso si debba riconsiderare da parte di tutti un nuovo modello di business che tenga conto appunto delle PMI.
    Altro problema culturale Italiano è la scarsa alfabetizzazione informatica e la mancanza di conoscenza in tema di web da parte sia di imprese che di privati cittadini: non basta certo saper andare su facebook per dire di saper navigare sul web e sopratutto saper utilizzare gli immensi strumenti presenti in rete sotto forma di differenti piattaforme.
    Magari sarebbe ora che il governo e le istituzioni prendano sul serio queste cose e si impegnino a supportare tramite progetti (seri) di formazione continua gratuita imprese, istituzioni e privati cittadini.
    Magari potremmo usare quei milioni di euro che ci ha fornito l’unione europea e che sono rimasti bloccati, no?

    • giulia

      Piacere Alessandro sono Giulia, sono assolutamente d’accordo con te infatti per la mia tesi specialistica mi sto proprio occupando delle PMI della quali hai sopra parlato, perchè, come evidenziato dai testi di Micelli, ma anche dal successo dei cluster americani, quella dei distretti industriali e degli agglomerati di imprese potrebbe costituire una delle ricette per la ripresa economica. Inoltre è giusto che in un paese come il nostro, un certo tipo di saperi e tradizioni vengano tutelate e mantenute. Quello che vorrei riuscire a fare con la tesi è capire quale vantaggio (produttivo, di approccio, ecc…) le PMI potrebbero trarre dalla recente ondata del fenomeno dei fablab, salvo riuscire a vincere la diffidenza che un approccio open potrebbe suscitare in aziende come le nostre.

      • http://www.marketingpmi.it Alessandro Marocchini

        Ciao Giulia,
        a mio modesto avviso l’avvento dei Fab lab può portare alle PMI alcuni punti di vantaggio competitivo: innanzitutto le PMI sono da sempre più felissibili ai cambiamenti del mercato e riescono quindi a riposizionarsi molto più velocemente delle grandi aziende. Questo però ha sempre comportato degli investimenti (non solo di tipo materiale) di non poco conto, investimenti che non sempre potevano essere sostenuti dalle piccole imprese e sopratutto dalle microimprese. Le Fab lab consentono invece alle pmi nostrane di poter da una parte svincolarsi dalla filiera produttiva lunga e quindi di rendersi autonome dal punto di vista dell’approvigionamento, riducendo cosi i costi delle materie prime (trasporto, intermediari, etc…), dato che i semilavorati se li producono da sè; dall’altra possono traslare la pratica del one-to-one marketing alla produzione fisica: a me viene subito da pensare alla possibilità di accontentare il singolo cliente modificando in modo dettagliato un prodotto fino a renderlo completamente personalizzato. Cosa che le grandi aziende per ora fanno in modo limitato e con difficoltà.
        Sarebbe una vera rivoluzione nel mondo della produzione.
        Sicuramente ci sono anche altri aspetti che in questo momento non mi vengono in mente.
        In bocca al lupo!

  • http://www.ibridodigitale.com Matteo Piselli

    Una settimana fa avevo affrontato un argomento simile nel mio blog, le conclusioni per certi versi sono vicine. http://www.ibridodigitale.com/2012/05/piu-persone-per-fare-un-maker.html#more

  • http://www.infoservi.it Alberto D’Ottavi

    Alessandro totalmente d’accordo con te. Che il modello delle PMI sia quello per certi versi più solido è ormai ampiamente dimostrato. Eccellenza e innovazione italiane vengono da li. E’ anche il motivo per cui mi ha colpito la storia che racconto su http://infoservi.it/pxiwa. Certo che non ce la possono fare da sole, e certo che interventi sono necessari.
    Matteo piacere, leggo!

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  • Davide D’Ambrosio

    E’ ormai indispensabile oggi giorno che la PMI si digitalizzi e sfrutti appieno il flusso di fatturato generato tramite web. http://www.arredamentointerniveneto.com