• http://ibridodigitale.com Matteo Piselli

    L’ultima frase esprime esattamente la situazione. Solo i Millenium possono avere l’approccio mentale per compiere una rivoluzione del genere, loro sono liberi da tutti i retaggi del passato analogico, che per quanto vicino nel tempo è lontanissimo nel modo.

  • http://www.portalesardegna.com giovanni sedda

    Grazie per l’ottimo spunto di questo articolo :-) Ho discusso spesso con amici antropologi di questi temi.
    A volte avevo la sensazione che si facesse confusione tra innovazione, tecnologia e ci fosse una concezione dell’innovazione come salvifica e passiva ma non basata su una visione chiara. Quello che mi spaventa di più è la ricerca dell’innovazione quasi come moda senza un progetto:per questo mi piace di più una Innovisione.

    Nell’articolo giustamente sottolinei come paradossalmente invece accettando passivamente i nuovi strumenti si rischia non solo di non produrre processi premiali di crescita umana ed economica ma anche di divenirne schiavi.

    Probabilmente anche il livello di gestione e consapevolezza comporta uno sforzo educativo per arrivare a migliorare la propria qualità di vita e non cadere nella produzione di progetti parassitari.

    Alcune aziende hanno assunto antropologi per studiare gli archetipi, per interrogare le persone riguardo a come vorrebbero nuovi prodotti (la Nokia lo ha fatto ) ma probabilmente non è sufficiente.

    Le nostre sinapsi sono sollecitate da un overload di informazioni che forse mal sostengono e una riflessione sulla progettazione di un futuro qualitativo è utilissima.

    Sia nel concetto delle smart cities che in questo articolo viene fuori l’esigenza di creare una rete positiva, premiante, collaborativa , razionale chhe vada incontro agli uomini liberandoli .

    Rendere le idee liquide, adottandole, sostenendole se possono creare un mondo migliore dove lo strumento non è un totem o una shiavitù mi sembra oggi più che mai un dovere sociale e una praticate motivante e positiva.

    Grazie ancora per la riflessione .

  • Gaetano Anzisi

    Sì e no (secondo il mio modesto parere)
    È vero che le industrie tecnologiche sono al servizio delle scorte di magazzino e non progettano e sviluppano effettivamente quello che potrebbero. l’idea però di un mondo che si adatta a Me come lo hai descritto è affascinante ma troppo individualista, piu’ di quanto non lo sia già da qualche tempo. Saremmo delle Monadi ognuna nel suo mondo personalizzato e irreale tutto fatto di servizi e strumenti per Me con il rischio di perdere definitivamente il senso civico e di comunità.

  • Cesare Montresor

    Non sei il solo a pensare e desiderare un futuro nuovo e diverso, discontinuo rispetto al presente.
    Se hai voglia di continuare a pensarci, ma in buona compagnia inizia da qui http://www.zeitgeistitalia.org/ :)

  • http://www.hymntofuture.com Davide Costantini

    Mi piace molto la digressione sulla “schiavitù del terminale”. La potenza centralizzata, una smart city interconnessa, device disponibili liberamente posizionati un po’ ovunque e qualsiasi altra cosa che non conosciamo già ci libereranno dal dover portare dietro l’hardware. O forse semplicemente ce ne faranno portare molto meno.

    Però non sono d’accordo sulla parte dedicata alle aziende proprietarie che si scimmiottano. Fino a prova contraria, tutti o quasi i giganti che oggi conosciamo sono state aziende piccole e innovative.

    Pensiamo ad Intel che raccoglieva gli scontenti di Fairchild Semiconductors e poi Faggin che tirò fuori Zilog che non fu altrettanto fortunata. Oppure ad Apple e il garage con Woz e Jobs, Google e i suoi due fondatori.

    Questa è l’innovazione Schumpeteriana dell’imprenditore che è allo stesso tempo visionario e crea qualcosa di nuovo e utile.

    Ma poi le aziende crescono e l’innovazione diventa istituzionale. Questo tipo di innovazione costa e costa moltissimo. Genera vantaggio competitivo, da il potere monopolistico alle aziende che si ripercuote sulla quota di mercato. Ma è un potere effimero, nessuno può smettere di sviluppare per un anno, gli altri ti passeranno sopra. E’ un modello di innovazione competitiva.

    Certo grandi strutture e organizzazioni non sono aperte a svolte radicale come due ragazzi di 20 anni con pochi soldi, hanno da mantenere la loro struttura e la loro ricchezza. Ma certe cose possono essere raggiunte solo ad una certa dimensione. Ripensiamo ad Intel che costruisce fabbriche per la produzione di semiconduttori che comportano investimenti di anche 10 miliardi di dollari che, correggetemi se sbaglio, sono più di quanto serva per un reattore nucleare. Per questo aspetta un annetto prima di darti la nuova generazione, anche perché vanno ottimizzate le rese.

    Se oggi usciranno fuori nuove idee e saranno buone, queste aziende cresceranno. Ma non credo si possa scadere nella mera definizione “piccolo = buono” “grande = massone”. Le grande aziende in settori hi-tech continuano a produrre innovazione e ricchezza. E i nuovi “disrupter” un giorno diventeranno grandi aziende. E non credo sia un male.

  • Mik

    Sinceramente non voglio vivere in un mondo di social network, dove per forza devo condividere qualsiasi cosa.
    La rete e le tecnologie a esse collegate devono dare di più di un semplice scambio di “mi piace”.
    Ciò che si vede oggi non è quello che la gente vuole veramente.
    Riempiamo i nostri smartphone con migliaia di app che fanno tutti la stessa cosa. Social Network utili solo a società di marketing per conoscere quale prodotto/servizio piace agli utenti. Dov’è il progresso?

  • http://www.laurasapiens.com Matteo

    Finalmente qualcuno che sa immaginare il futuro!! Condivido moltissimo la tua vision: la prossima epoca sarà quella dell’identità digitale.

    Avremo un ambiente molto infomratizzato, pieno di terminali con cui interagire e da cui ricevere contenuti/servizi personalizzati grazie al riconoscimento dell’utente.

    Noi ci lavoriamo… ;)

  • Saverio

    Anch’io sono un “vision”ario e mi fa sempre piacere respirare questo tipo di pensiero. Condivido in pieno e ritrovo le idee che ho sempre pensato e se trovo il modo di contribuire lo farò.
    Il punto è che il sistema mondo ha alla base un semplice meccanismo: l’avere. Se si riuscisse a minare alla base questo meccanismo con un altro basato sull’essere. Diciamo che è un approccio bottom-up partire dal meccansmo di base. Quello che proponi è top-down ma allo stesso tempo è intriso di una vision basta + sull’esser. Per cui ci vuole molta energia e buona volontà, considerando l’alta l’entropia generata dal meccanismo di base attuale(avere).

  • http://es.linkedin.com/in/paologambardella Paolo Gambardella

    Sono molto d’accordo, se ti fa piacere contattami! :)
    Sono un game designer, però anche io voglio montarmi qualcosa di mio, e anche io non tollero vedere la gente incollata al suo telefono.

  • http://tommaso.tumblr.com Tommaso Sorchiotti

    L’hai in casa la socia che ti serve ;)

  • Nicko

    “Immagino di muovermi in un mondo nel quale ogni spazio con cui interagisco mi riconosca e si adegui in tempo reale a me, alle mie esigenze ed alle mie preferenze [...] un mondo nel quale il mio mezzo di trasporto si preoccupi da solo di determinare il miglior percorso in funzione del traffico, e che per farlo si connetta alla rete ed interagire con essa in autonomia. [...] Un mondo nel quale, passeggiando per la strada, io possa accedere con facilità ad una molteplicità di servizi attraverso il semplice riconoscimento della mia identità”

    …probabilmente sono vecchio, ma a me tutto ciò ricorda molto “Minority Report” e non è esattamente un pensiero confortante…

  • Nicko

    Aggiungo (con tutto il rispetto) che io quando sto sotto un cielo stellato, voglio solo quello, di sicuro non la connessione a internet…
    ciao

  • adriano

    Apprezzo la tecnologia ma la utilizzo solo per l’indispensabile.Penso di essere uno dei pochi che usa il telefono portatile unicamente come dispositivo di emergenza.La visione invasiva descritta non mi interessa perchè non la utilizzerei ma non mi disturberebbe vederla realizzata.Non sono contrario al progresso illimitato anche se lo trovo ridondante.Vorrei però vedere affiancata anche l’ipotesi minimalista.Quindi accanto all’idea universale propongo un possibilità di scelta per l’essenziale.Delle funzioni di uno smart,se lo avessi utilizzerei forse l’1%.Dei programmi istallati di default nel computer ne uso anche meno.A me non servirebbero le complicazioni.Mi piacerebbe che ci fosse anche l’offerta semplice ma espandibile.Come ai bei tempi andati quando se serviva un programma specifico lo si caricava se necessario.Ho nostalgia dei sistemi operativi installati su ROM.Dice:ma così non c’è flessibilità.Forse ma sarebbe più facile la protezione dai programmi ostili.A me questo interesserebbe di più.Mi dispiace non poter scegliere.

  • Saulle Mattei

    Mi sono soffermato sul penultimo capoverso:
    “Se venite a conoscenza di una buona idea, di una buona pratica o di una startup innovativa, unite la vostra voce e raccontatela. Diffondetela. Se vi è possibile supportatela, anche economicamente, con il vostro denaro o con il vostro lavoro. Se avete una buona idea non perdetevi d’animo, non scoraggiatevi. È possibile trovare sostegno, consigli e risorse per realizzarla.”

    Non so da dove scatturisca la tua forza e questo “think positive” (a dire il vero ti seguo di sfuggita su facebook e non ti ho mai visto negativo), ma se devo raccontare la mia esperienza fatta di 5 anni di R&D e svariati brevetti depositati (alcuni con grande impatto anche sul sociale), risorse investite e notti passate a lavorare….. beh non credo che in Italia sia possibile, a meno che qualcuno non mi venga a dire che ho contatatto le persone sbagliate (sempre possibile, visto che sono un “piccolo”).

    Poi tutto può essere possibile, anche che parta per la Silicon Valley….

  • Dinus

    Si discute troppo, si inventa poco!

  • http://www.sosiality.com Raffaello

    Caro Professor,
    il mondo da te immaginato, per alcuni, non e’ privo di fascino.
    A mio giudizio siamo gia’ ammantati dalla Rete, anche se accompagnati da un guscio di plastica.
    Ognuno, con un impegno personale, puo’ contribuire a migliorare il mondo e la vita di tutti noi. Ma solo grandi investimenti possono ideare, realizzare e sostenere le infrastrutture necessarie a garantire una Rete “everywhere & always on”.

    Non e’ una battaglia tra Davide e Golia, ma una simbiosi tra i due, lo scenario che mi auguro per un futuro migliore.

    Mio figlio si chiama Davide, e pensando a lui e alle sue due sorelline, ho deciso di ideare http://www.sosiality.com. Il mondo non e’ sempre cosi’ sicuro come vorremmo.

    Un saluto.
    R

  • http://Ideeperilfuturo... Mauro

    Ciao Marco, ci siamo conosciuti a Vulcanicamente a Napoli, io ho tante idee che credo possano migliorare il ns. futuro se sei interessato a saperne di più scirimi a: mauro.davi [at] gmail [dot] com. Ti aspetto ;)

  • dignity grabbing

    Giusto mantenere alto il desiderio di continuare a sognare e dare una prospettiva, ma colgo anche una sensazione di pentimento per aver aiutato e alimentato quello che oggi ci sembra renderci più schiavi della tecnologia. Spero solo che nel cambiamento in atto ci sia spazio per sperimentare nuovi approcci tecnologici per abbattere gli attuali vincoli e aiutarsi a crescere meglio lontano dai falsi miti che fino ad oggi ci hanno indicato come traguardi da raggiungere ad ogni costo compresi quelli dei gadget tecnologici da possedere come status symbol. Tocca noi cambiare per primi se vogliamo innescare i cicli virtuoso

  • http://www.ubiquitylab.it Dario Calogero

    Caro Marco,
    rimango ammaliato dalla descrizione della tua visione di un mondo migliore, più semplice e rispettoso delle persone, anche perché più semplice e interoperabile. Un mondo liquido, in cui muoversi interagendo con la realtà attraverso un riconoscimento dinamico delle tue credenziali. Un accesso ubiquitario alle tue informazioni. Bisogna che ne parliamo.
    Ciao
    Dario

  • http://www.ide4.it paolo ferigo

    buongiorno marco, da qualche mese sto lavorando ad un progetto perfettamente compatibile con la tua idea e, dopo molti test positivi, anche noi stiamo ricercando soci e piccoli investitori per poter iniziare il sogno di un mondo parallelo “human-oriented” migliore, dove la condivisione, il valore del tempo, la sostenibilità, la trasparenza, la meritocrazia, la semplicità e un po di humor possano darci una visione più positiva.
    le tecnologie per comunicare sono veloci e a basso costo, l’intelligenza è diffusa, veloce e a basso costo ma spesso unire queste due risorse sembra complicato.
    avrei piacere di conoscere il tuo progetto e di presentarti il nostro per poi cercare di coinvolgere un primo gruppo di visionari motivati e appassionati con i quali concretizzare in tempi brevissimi.

    • davide

      buon giorno da un artigiano che con PC bruttissimo rapporto, io avrei un idea (un po ambigua) ma perché non valutarla con esperti in materia? per vie tradizionali l’hanno classificata COOPERATIVA produzione lavoro,  ma volevo rompere la catena!  pur restando nel legale             mi muoverei nel biologico,intrattenimento,benessere         la mia email ….per l’occasione è isopaz_d@libero.it   a presto davide 

    • Paolo Perantoni

      Buongiorno ,
      sono interessato ad entrare in contatto con Lei.
      La mia email è direzione@bpesrl.it
      @bpesrl:disqus Cordialmente
      Perantoni Paolo

  • http://www.adsl-test.it Paolo Valenti

    Sono sempre un po’ perplesso dagli articoli di chi scrive nel suo abstract “Se Internet ha preso piede in Italia è anche un po’ colpa mia”.
    Preferirei che su questo blog si parlasse di progetti seri e reali, per un attimo il virtuale lasciamolo fuori da Internet

  • Ezio Caroli

    In effetti sono un po’ scettico su questa visione di un futuro in cui in ogni dove la mia identita’ venga riconosciuta “automaticamente”. Ho letto troppa fantascienza per sentirmi tranquillo come cittadino in un mondo del genere……. e anche se e’ una bella frase…. c’e’ veramente bisogno di connettersi a internet sotto il cielo stellato?!
    Comunque sono quasi sicuro che arriveremo a realizzare gli scenari descritti…. speriamo che non servano solo a tenerci sotto controllo!
    Grazie

  • http://www.gasbio.it/ Antonio

    Vi propongo un’idea, anche se può sembrare di facciata meramente economica, innescherebbe una serie di eventi che apporterebbe migliori condizioni per tutti (aumentare la cultura del biologico, arricchire zone locali, creare circoli virtuosi di ricchezza, e tanto altro ancora….)….Mi piacerebbe avere dei pareri in merito e se volete contattarmi,  inviatemi una mail che trovate sul sito   http://www.gasbio.it

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1369616885 Claudio Cazzago

    Sono titolare di un brevetto regolarmente depositato che potrebbe cambiare totalmente il nostro modo di vivere. Ha applicazioni socio/sanitarie, socio/economiche e socio/politiche, e proprio per questi aspetti che lo renderebbero un business planetario, ho paura di essere fagocitato o boicottato (come finora accaduto) in men che non si dica. Noto inoltre che in questo paese le idee altrui scaturiscono nel prossimo invidia e gelosia generando comportamenti di snobbismo: “l’idea è tua, (a me non mi frega se non perchè provo invidia) e sei tu che hai bisogno di me. Sono 5 anni che la tengo nel cassetto..speriamo che qualcuno mi aiuti (lo ricoprirei d’oro in breve tempo), anche se ormai sto perdendo le speranze di realizzarlo in Italia.

    • Paolo Perantoni

      Buongiorno,
      sono interessato a conoscere la sua idea. Per favore mi contatti tramite email a direzione@bpesrl.it
      @bpesrl:disqus Grazie

    • Michele_Sibillo

      Buon giorno, vorrei conoscere la sua idea. Mi contatti sulla mia email michele.sibillo@gmail:disqus.com  : se “valida”…..potrei aiutarla.

    • Claudio

      Ciao, sono interessato a conoscere la tua idea per valutare un mio possibile contributo.
      Mi puoi contattare via mail all’indirizzo: claudiopasqualini.it@gmail.com
      Grazie
      Claudio

  • http://www.facebook.com/giovanni.pedata.54 Giovanni Pedata

    salve,siamo una  societa,che possiede diversi negozi,nel settore su misura,facciamo sviluppo pure del nostro brand in franchsing, per imminente viaggio di affari di 3 mesi, tra milano e dubai,dove imprenditori,vogliono creare uno show room  con nostro marchio ,saro costretto ad assentarmi per qualche mese,mi urge un socio per gestire un punto vendita esistente a napoli nord,che gia rende ognio  mese un utile netto di 4000euro,valuto o entrata societaria per poterlo gestire,o vendita totale,con comode rate da 1000euro al mese,visto,che non mi urgono soldi,ma bensi una persona,che mi aiuti a portare avanti il mio progetto,

  • Jean63YZ

    Ciao e Buon 2013!

    Mi chiamo Jean e ho da tanto tempo un idea per la testa.

    Potresti ascoltarmi in qualche modo?

    Scusami, non sono un grande scrittore, preferisco parlare di persona, spero ciò non rappresenti un grande problema.