Quando Vito Lomele parla del suo sito in pubblico sembra che ti stia descrivendo un’ovvietà, una cosa a cui tutti potevano pensare tanto era semplice. Ma in fondo, Vito, come tutte le persone dotate di grande intelligenza, è uno che cerca di fare le cose semplici, di andare dritto al punto. Però la verità è che nessuno ci aveva pensato. Lui non solo lo ha pensato ma lo ha pure realizzato.
“Cercare lavoro sul web è una rottura di scatole” parole sue. E l’idea è stata quella di limitare allo stretto indispensabile questa necessaria rottura. “Nel 2004, stavo cercando un nuovo lavoro e mi sono reso conto di come fosse difficile e complicato. Così mi sono detto: nessuno ha mai sviluppato un motore di ricerca per offerte di lavoro? Allora lo faccio io!”
Cosa è Jobrapido? E’ un sito attraverso il quale milioni di persone possono trovare le offerte di lavoro di oltre quaranta nazioni di tutto il mondo. Jobrapido è semplice e pulito, come Google. Ti fà solo due domande: che lavoro cerchi? Dove lo cerchi? Fai click, ed ecco arrivare listate intere di annunci. Non hai trovato niente in Italia? Prova a cercare in Francia, in Inghilterra, in Kazakistan. Sotto casa o a mille chilometri di distanza, con Jobrapido un lavoro prima o poi lo trovi.
E se sul Web si ragiona sempre in termini di utenti, i 35 milioni mensili del sito di Lomele e il suo team testimoniano la dimensione del successo che in questi anni ha costruito. Oggi ha un solo competitor al mondo, che però è solo leader nel mercato casalingo: Indeed.com, che in America ha il triplo degli utenti di Jobrapido. Ma da sei anni i due siti crescono e si rincorrono come due linee parallele.
Vito Lomele, che adesso ha 40 anni, parte da Conversano in Puglia. Non è “figlio d’arte” (papà contabile e mamma insegnante). A 18 anni si trasferisce a Milano per fare il Politecnico. Al terzo anno di Università partecipa al programma Erasmus. Parte e rimane all’estero per dieci anni: prima in Svezia, poi a Berlino dove inizia a lavorare in una startup. Poi Londra e di nuovo in Germania, a Monaco dove entra nel team di Autoscout24 un sito di annunci di auto. Nel frattempo si sposa e con l’arrivo del primo figlio, Vito decide di rientrare in Italia.
“Volevo che mio figlio nascesse e crescesse da Italiano” – racconta Vito – “per cui ho deciso di tornare. E’ stato uno shock culturale. Non riuscivo a trovare un lavoro che mi piacesse, passavo le serate a guardare e a rispondere ad annunci. Era frustrante, dispersivo e complicato. Finché ad un certo punto mi chiesi: ma perché non si può fare un qualcosa che renda tutto più semplice? E decisi di provare a realizzare io un motore di ricerca, diverso, per gli annunci di lavoro”.
L’idea, concettualmente semplice, consiste nel creare un unico sito sul quale un motore di ricerca dedicato raccoglie, unisce e ordina le offerte di lavoro di centinaia di siti specializzati su Internet. Vito lavora la sera dopo l’ufficio e nei weekend. Il primo server in cucina, collegato alla rete tramite una connessione ADSL. Nel frattempo, inizia a lavorare in un’altra startup (questa volta Italiana), My-TV, la YouTube ante-litteram fondata da Salvo Mizzi. Al tempo era gestita dal CEO da Giulio Valiante, altro startupper di lungo corso.
Intanto il traffico su Jobrapido comincia a crescere al punto che un bel giorno Vito decide di licenziarsi e fondare la sua startup. Jobrapido nasce quindi ufficialmente nel 2006.
La sfida tecnologica di Jobrapido è duplice. Da un lato le tecnologie che trovano annunci, li “capiscono”, li indicizzano e li rendono ricercabili. La sfida in questo senso riguarda le tecnologie di ricerca e di semantica, specializzate e ultra-verticalizzate specificamente per gli annunci di lavoro. Da un altro lato, un lavoro estenuante, certosino e assolutamente costante di miglioramento dell’interfaccia utente e della cosiddetta user experience (UX). Un lavoro guidato da una continua analisi dei dati di traffico degli utenti e da migliaia di test di prodotto. Ci sono un paio di centinaio di competitor di Jobrapido nel mondo e probabilmente oltre all’eccellenza tecnologica il vero ingrediente segreto del successo dell’azienda è stato proprio quello della UX, fatta di continui miglioramenti nell’usabilità del servizio e quindi nella fedeltà degli utenti.
Da un punto di vista economico invece, all’inizio è dura: servono rapidi ricavi per cui, armato di cuffie, Vito affianca il lavoro dello sviluppo software a quello commerciale di teleselling, per cercare di vendere annunci e spazi sul suo sito ad aziende in caccia di persone e specialisti di recruiting.
Poi, man mano che si cresce, diventa chiaro che se vuoi costruire un’azienda servono più persone, e quindi serie risorse finanziarie ed un minimo di scala. Vito le va a cercare e le trova: 200mila euro investiti da alcuni amici veterani del Web, tra cui l’ex capo, Giulio Valiante. Pochi soldi ma sufficienti per assumere i primi stagisti (che poi faranno una super carriera nell’azienda), rafforzare il team di sviluppo e raggiungere i primi clienti. Al primo investimento si aggiungono subito dopo 150mila euro investiti da una delle superstar di Internet in Europa: Oliver Samwer.
“In realtà Jobrapido bruciò cassa per 70mila euro il primo anno” – racconta Vito – “ma il secondo anno andò in pareggio e poi sempre in profitto da allora. Avremmo potuto risparmiarci quei soldi”. E quelle quote che oggi, dopo cinque anni, hanno assunto un valore stratosferico.
In breve è la sola pubblicità su Google che basta a pagare gli stipendi e coprire i costi di gestione. Perché Jobrapido è quasi sempre nei primi tre posti in termini di utilizzo all’interno della categoria. Dopo cinque anni di profitto lo scorso anno ha fatturato 24 milioni di euro, con un EBITDA margin di 6 milioni e 3 di profitti netti. Lo scorso anno tra imposte sui profitti e contributi ha pagato allo Stato Italiano quasi 5 milioni di euro di imposte.
Partita da uno scantinato in via Washington la sede attuale di Jobrapido è in una grande struttura nel centro di Milano, con settanta collaboratori tra ingegneri, grafici, sistemisti, commerciali, biz dev, esperti di business intelligence, di semantica e di database. Un concentrato di autentico talento software Internet. Un concentrato italiano.
E quando Vito entra in ufficio è come se apparisse San Gennaro, tanta è la devozione dei suoi dipendenti che, concretamente, lo aiutano e lo supportano. Si respira vera aria di startup in Jobrapido. Le idee sono condivise rapide, i team collaborano, tutti condividono il senso della sfida e sono motivati dal costruire qualcosa di grande. Ma non c’è tanta aria da Silicon Valley, con le sue sale per i massaggi, il free food, i biliardini e i tavoli da ping pong. In Jobrapido si lavora. Seriamente e con impegno. Questo è lo stile della casa e del fondatore. Ma del resto lui sa farsi voler bene dal suo team, che a tratti quasi lo protegge e fa scudo intorno a lui.
Da tempo non scrive quasi più codice ma passa tutto il suo tempo con il suo team a reclutare talenti, fare selezioni di personale, razionalizzare il workflow e la pipeline di sviluppo, lanciare nuovi mercati, lavorare a grandi deal. Insomma a gestire tecnicamente e finanziariamente una società in pieno sviluppo che oggi fattura diversi milioni di euro a trimestre, autofinanziandosi, come ha fatto sempre. E continua ad essere in espansione in Italia ma soprattutto all’estero, dove è concentrato l’80% del focus aziendale.
Ma la notizia è quella di questa settimana: Jobrapido è infatti appena passata di mano, acquisita da Evenbase del gruppo Daily Mail and General Trust. Con Jobrapido diventa la quinta azienda nel mercato dell’online recruitment al mondo, aggiungendo un pezzo strategico al proprio business, con un reach realmente globale. Un’operazione che valorizza la società con una stima non inferiore a 60 milioni di euro. 30 milioni subito in contanti per liquidare i soci finanziatori di Vito ed il resto valorizzato con un ‘earn out’. Uno schema in cui il prezzo finale sarà determinato dalla performance effettiva nel tempo della società. Dopo l’acquisizione di Giocodigitale da BWIN, una delle operazioni più importanti nella Internet economy Italiana post bolla e un altro asset digitale Italiano rilevante finito in un gruppo estero.
Lomele ce la racconta così: “La mattina dopo aver chiuso l’operazione ho convocato una mega-riunione plenaria con tutti i dipendenti. Ho spiegato tutta l’operazione. Abbiamo parlato con loro per sei mesi dopo aver avuto approcci da diverse aziende, sia nel campo editoriale che in altri settori. Alla fine abbiamo scelto di andare con DMGT, dove si respira una cultura che è molto simile alla nostra. La mia interfaccia, quello che sarà il mio capo è uno startupper come me e anni fa aveva venduto la sua azienda Jobsite al gruppo. Abbiamo trovato subito una forte condivisione di obiettivi e di visione.
È una grande opportunità di crescita per noi e ci consente di competere su una scala completamente diversa. Nulla cambierà per le nostre persone, anzi quest’anno dovremo incrementare il team di almeno una ventina di persone e terremo tutto in Italia. A loro conviene, visto che a questi costi del lavoro noi sviluppatori Italiani siamo competitivi anche con gli Indiani. C’era tensione in ufficio e una raffica di domande ma poi, come sempre, mi hanno capito e seguito in questa nuova avventura.
Adesso voglio far crescere in modo significativo Jobrapido. Oggi siamo nell’Alexa Top 400. E vogliamo arrivare alla Top100! Poi non lo so, forse gli Stati Uniti a provare a giocarcela con Indeed. Oppure un incubatore in Italia o un’altra startup. Si vedrà. Spero solo una cosa, che i ragazzi possano ispirarsi al nostro esempio, credere in se stessi e provarci. A tutti loro vorrei dare un consiglio importante: partite subito con una vision globale. Altrimenti il gioco non varrà mai abbastanza la candela e non riuscirete veramente a competere sul lungo termine”.
E lui, Vito? E’ una persona splendida, nella sua semplicità, senza la spocchia del grande businessman. Il suo sogno? “Io seduto alle Hawai e un computer che fa tutto!” Un altro concetto semplice ed efficace. Come Jobrapido.
Milano, 20 aprile 2012
GIANLUCA DETTORI
