Gabriele Corbelli era uno startupper. Insieme al socio Luca Ravagnan ha fondato Wise Biotech, una azienda che si occupa di impianti biomedici e sensori nanotecnologici. Il 18 aprile Gabriele doveva partecipare alla Intesa Sanpaolo Startup Initiative, ma non si è presentato. È deceduto la notte precedente. Lo hanno ricordato solo Emil Abirascid e Andrea, che ci ha scritto questo post.
Mi chiamo Andrea,
ho 18 anni e sono uno startupper. Ero allo Smau di Roma con il mio stand a presentare la mia startup ed accanto a me c’erano Gabriele e Luca. Erano due ragazzi di quelli che non sai che esistono.
Non conosci neppure il loro nome e il loro cognome, ma sai che tante persone li ringraziano perché forniscono alla comunità soluzioni per migliorare la qualità della vita. In questo caso, loro aiutano le persone colpite da malattie irreversibili al sistema nervoso.
Il progetto di Gabriele e Luca è ambizioso: realizzare degli impianti in silicone e micro-circuiti da installare nel corpo dei pazienti per alleviare i sintomi dovuti a disturbi molto gravi.
Gabriele era italiano, amava l’Italia e mi raccontava perché aveva scelto di rimanere. Era orgoglioso di poter continuare a lavorare nel suo paese. Era convinto di potercela fare, ci credeva. Perché, nonostante tutto, lui era felice di fare quello che faceva.
L’ultimo giorno della fiera ci siamo lasciati con un “la prossima volta venite a giocare a casa nostra a Milano, così ci aggiorniamo e vediamo come vanno le cose”. Bene, quando ci sarà lo Smau di Milano Gabriele non lo incontrerò, perché ci ha lasciato alcuni giorni fa.
Alla notizia della sua scomparsa ho percepito un vuoto grandissimo ed un senso di dispiacere che non è condivisibile attraverso un post. Di Gabriele e della sua scomparsa non ha parlato nessun giornale, nessuna tv. Neppure nel mondo della tecnologia nessuno lo ha ricordato.
Per dovere di cronaca l’unico è stato Emil Abirascid, che ha dedicato una news sul portale StartupBusiness. Eppure Gabriele era una di quelle persone che sarebbe bello ricordare, non soltanto perché ha creduto nelle sue capacità, ma perché ha fatto tutto questo con umiltà. Ha sviluppato la sua tecnologia per un motivo nobile: è un esempio per tutti coloro che vogliono e vorranno provare a realizzare una propria idea.
Sarebbe bello se tutti gli startupper di casa nostra venissero a conoscenza della storia di Gabriele e della sua startup, che si chiama Wise Biotech. La sua idea non si fermerà ma continuerà grazie a Luca, il suo socio.
Inoltre, sarebbe bello se i giornali, quelli generalisti, non riempissero intere pagine di gossip. Di certo generano tantissime visite, ma sarebbe meglio dedicare piccoli spazi anche a persone come Gabriele. Perché sono le persone come lui che rendono grande questo paese.
Sono contento di averlo ricordato e farò in modo che venga fatto sempre. Soltanto in questo modo potrò sentirmi soddisfatto e felice con me stesso. Vorrei che lo facessero anche gli altri. Per sentirci migliori. Insomma, un po’ come Gabriele.
Milano, 24 aprile 2012
ANDREA S.

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