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Francesco Siddi: Se la vostra passione è il 3D, non guardarlo ma crearlo, vi presento Blender. E’ più di un software

A noi di CheFuturo! piacciono le storie. Ecco perché in questo spazio trovate i racconti di innovazione che ci sono arrivati direttamente dalla rete. Per raccontarci le vostre idee e progetti potete utilizzare la pagina "Raccontaci la tua Storia". Vi aspettiamo.

Ho iniziato ad interessarmi di grafica 3D alla fine delle scuole superiori. Inizialmente giocando con qualche semplice software per la creazione di titoli e testi tridimensionali, successivamente per  valutare soluzioni più professionali e sviluppare un crescente interesse per l’animazione e gli effetti speciali nel cinema.

Quasi per caso, grazie ad una delle riviste di computer che leggevo avidamente, scoprii Blender: una suite libera ed open source per la creazione di contenuti 3D. Lo installai e non capii nulla.

Con una conoscenza dell’inglese decisamente limitata e pressoché nessuno intorno a me con simili interessi, son dovuti passare alcuni anni prima di sviluppare la motivazione e la capacità di utilizzare il software.

La regolare frequentazione di una conferenza del settore ed un crescente numero di contatti mi ha portato a realizzare i primi progetti commerciali (semplici animazioni e previsualizzazioni industriali) circa 5 anni fa.

Durante gli anni all’Università di Bolzano ho proseguito in questa direzione, inseguendo, parallelamente agli studi, il sogno di combinare la tecnologia con l’arte, il teatro e la danza. Purtroppo non avendo sufficienti risorse e tempo, i miei progetti si limitavano a singoli eventi e non potevano ancora trasformarsi in una professione.

Al contempo, il percorso universitario, mi ha permesso di perfezionare la conoscenza delle lingue, sviluppare un approccio progettuale per risolvere creativamente numerosi problemi e mi ha fatto conoscere persone attualmente importanti nella mia vita.

Sempre durante gli studi ho scritto un manuale in italiano di Blender, pubblicato con successo da Apogeo. Ciò è stato possibile soprattutto grazie a Fabio Brivio, l’editor che mi ha dato fiducia e supporto incondizionato.

In seguito è cresciuto il mio coinvolgimento nelle attività della Blender Foundation.

In collaborazione con Luca Bonavita ho preso parte alla realizzazione di un nuovo sistema di documentazione online per Blender. Il sistema è basato su Mediawiki, il “motore” di Wikipedia.

Stimolato dall’esito positivo della prima pubblicazione con Apogeo, ho scritto un altro manuale, questa volta sulla stereoscopia, con contenuti sia tecnici che di stampo divulgativo.

Dopo la laurea mi sono dedicato ulteriormente all’animazione di personaggi con Blender ed a partire da marzo 2012 ho lavorato come layout artist, compositor e animatore al cortometraggio “Tears of Steel”, un open movie prodotto dalla Blender Foundation ad Amsterdam.

Il progetto è durato circa sette mesi ed è stato un’esperienza straordinaria: un piccolo studio indipendente composto da circa 8 artisti e 3 sviluppatori con lo scopo di produrre un film e implementare le funzionalità necessarie nel software, successivamente rilasciato online. Le precedenti produzioni dello studio erano state interamente realizzate al computer, mentre in questo caso l’obiettivo era la creazione di effetti speciali su materiale girato dal vivo.

Durante l’estate ho trascorso un paio di settimane in California, dove ho partecipato al Siggraph (evento di portata mondiale nel settore della computer grafica) ed ho avuto l’occasione di osservare più da vicino alcune realtà del cinema hollywoodiano. Questo viaggio negli States, ha confermato la consapevolezza di quanto potenziale di sviluppo artistico e tecnologico ci sia ancora in Europa, in Italia.

Dopo la release online del cortometraggio, in settembre, ho viaggiato per presentare il progetto ad alcuni festival e conferenze, ricevendo sempre una piacevole accoglienza.

Attualmente sto lavorando con un piccolo team a “Caminandes”, un concept da presentare a potenziali investitori, per avviare la produzione di una serie animata.

In conclusione, Blender, inteso come software, community e filosofia di produzione, si è rivelato fondamentale nella mia esperienza, e spero che ciò possa servire da esempio ed ispirazione per altri. Per fare questo lavoro servono strumenti, tecnica, talento, passione; ma più di tutto, conta la volontà.

Trento, 3 Gennaio 2013

FRANCESCO SIDDI

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