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L'empowerment femminile oggi non passa più da reggiseri bruciati e cortei, ma dai giocattoli, dalla musica, dalle campagne social, dai film. Gli esempi sono donne vere e coraggiose

Tremate, tremate: le streghe sono tornate. E sono pronte a portare avanti i temi dell’empowerment femminile in modo nuovo. Non più con cortei, reggiseni bruciati, approcci iper intellettuali e obiettivi politici. Ma anzi con libri, film, tv, social network, campagne virali e strategie di marketing. In modo concreto, senza filtri, sfrontato e furbo. Finalmente consapevoli che per cambiare le cose per davvero bisogna iniziare dal basso e dal principio. Non per strada, bensì a casa e a scuola, a partire dalle bambine. E dalla loro educazione. Perchè purtroppo gli stereotipi di genere, sui ruoli e sulle possibilità è lì che iniziano a sedimentarsi. Ed è dunque da lì che devono venire scardinati e sovvertiti. È giunto il momento di #RedrawTheBalance (ridefinire gli equilibri) e dare alle giovani donne in erba più speranze, modelli, stimoli e forza per il loro futuro. E dunque per il futuro e per il bene di tutti. Mio papà dice che non posso diventare un ingegnere perché sono una donna. Cosa devo fare? Un punto di partenza ideale di questa piccola rivoluzione lo possiamo trovare in uno scambio di battute avvenuto tra Emma Watson (attrice, femminista, attivista e portavoce della campagna #HeForShe di Un Women) e [...]
Francesca
Masoero

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