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Cyberbullismo, secondo gli esperti i minori non otterrebbero la rimozione dei contenuti. E alcuni la considerano un pericolo per la libertà d'espressione in rete

«Pietre e bastoni possono rompermi le ossa, ma le parole da uno schermo mi possono colpire solo se, e fino a che, io glielo permetto». Questo era quello che pensava la famosa hacker Jude Milhon sulla violenza in rete. E diceva: «Dovremmo pensare ad Internet come a una scuola che molte di noi ragazze non hanno mai avuto l’opportunità di frequentare e usarla proprio per superare la paura di non essere carine abbastanza, educate abbastanza, forti abbastanza, belle abbastanza, sveglie abbastanza o abbastanza qualcos’altro». Dopo il suicidio di Tiziana Cantone che non ha sopportato gli effetti di un suo video erotico diffuso in rete, queste parole acquisiscono un nuovo significato, sopratutto dopo l’approvazione in Parlamento della legge sul cyberbullismo. La Camera dei deputati ha infatti appena dato il via libera alle norme per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo con 242 sì, 73 no e 48 astenuti. IL TESTO CAMBIATO ALLA CAMERA Il testo definisce cosa sono il bullismo e il cyberbullismo, consente di chiedere la rimozione di contenuti persecutori online sia al minore che a chi esercita la responsabilità genitoriale, “obbliga” gli operatori che gestiscono contenuti ad autoregolamentarsi e intervenire tempestivamente in caso di reclami e presuppone l’intervento del Garante per [...]
Arturo
Di Corinto

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